Behgjet Pacolli incolpato ufficialmente nell’inchiesta sulle tangenti russe
Il giudice ginevrino Daniel Devaud ha formalmente incolpato il proprietario della società luganese Mabetex nell’ambito della vicenda legata agli appalti per i lavori di ristrutturazione del Cremlino. Vari dirigenti russi avrebbero benficiato delle tangent
Devaud non ha voluto precisare i motivi dell’incriminazione di Behgjet Pacolli. Il proprietario della Mabetex è sospettato di aver corrotto vari dirigenti russi e di aver riciclato denaro sporco proveniente dalla Russia. L’inchiesta si concentra su 4 milioni di dollari che sarebbero stati utilizzati dalla società luganese per il pagamento di tangenti, allo scopo di ottenere tra l’altro gli appalti per la ristrutturazione di una parte del Cremlino. Pacolli ha finora negato ogni addebito.
Pure al centro delle indagini del giudice ginevrino le attività dell’ex-socio di Pacolli, l’imprenditore russo Viktor Stolpovskikh. Il proprietario della società Mercata è sospettato a sua volta di aver versato tangenti per 60 milioni di dollari . Stolpovskikh non si è presentato lunedì all’appuntamento con il giudice Devaud, che lo aveva convocato per un interrogatorio.
Sempre nell’ambito delle indagini relative alle società Mercata e Mabetex, Devaud ha incriminato lunedì tre persone, due finanzieri e un avvocato, accusati di ripetuto riciclaggio e partecipazione ad organizzazione criminale. I due finanzieri, entrambi ex amministratori patrimoniali presso l’UBS, gestivano conti appartenenti a clienti russi e avrebbero dissimulato le tangenti.
Tra i beneficiari delle tangenti vi sarebbe anche l’ex capo del servizio presidenziale del Cremlino e collaboratore personale di Boris Ieltsin, Pavel Borodin. Nelle ultime settimane è spuntato inoltre con insistenza anche il nome di Viktor Cernomyrdin, ex-primo ministro sotto la presidenza di Jelzin.
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