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Calcio: si riparte alla caccia del titolo

Per i bianconeri, l'arrivo di Kubilay Türkylmaz potrebbe coincidere con la conquista del titolo Keystone

Il campionato svizzero di calcio, dopo la pausa invernale, torna di nuovo sulla scena sportiva nazionale, con il torneo per i titolo - da disputare fra le prime otto squadre della classifica- e quello per la promozione o retrocessione. Tornei molto aperti, che potrebbero tuttavia vedere il trionfo di due formazioni ticinesi, Lugano e Bellinzona.

A chi andrà il primo titolo calcistico svizzero del terzo millennio? Domanda più che mai legittima al momento della ripresa dello ostilità dopo la lunga pausa invernale, che ha consentito alle otto partecipanti al torneo finale di rifarsi il look in maniera così sostanziale da rappresentare un’incognita per chiunque.

In effetti, proprio la sconclusionata formula, da anni adottata dai tornei di divisione nazionale – con pausa pressoché inesistente tra la fine di un campionato e l’inizio dell’altro ed una sosta interminabile invece tra la conclusione della prima fase e l’inizio dell’altra, che spinge le società ad operare le proprie campagne-rafforzamenti proprio a metà del torneo – contribuisce a rendere ulteriormente incerto ogni pronostico, complicato pure da una classifica di partenza che racchiude tutte le squadre nel breve spazio di cinque punti.

Come dire che tutti, dalla capolista Lugano, sicuramente il collettivo che ha meglio impressionato durante la prima fase e che si è rinforzato offensivamente con l’arrivo, da Brescia, del centravanti della nazionale Kubilay Turkyilmaz, fino al fanalino di coda Zurigo, hanno il linea teorica le stesse chances di fregiarsi al termine del torneo dello scudetto.

Molto dipenderà, oltre che dal tasso tecnico dei singoli collettivi, dall’efficacia dei piccoli o grandi “ritocchi” che ogni squadra ha fatto al proprio assetto e che, in una situazione di così grande incertezza, potrebbe ribaltare completamente la scala dei valori. Che, tuttavia, indica inequivocabilmente nei già citati bianconeri ticinesi e nei campioni in carica del San Gallo le due squadre da battere: per il fatto che entrambe sono in possesso di una rosa ben equilibrata ed affiatata, che è stata solamente completata, durante l’inverno, senza particolari stravolgimenti.

Attenzione però anche al titolatissimo Grasshopper, che dopo un anno decisamente deficitario si è mosso con grande disinvoltura sul mercato invernale, ridisegnando quasi completamente il volto della squadra affidata ad Hans-Peter Zaugg, e all’ambiziosissimo Basilea di Christian Gross, che sogna di inaugurare con il titolo il suo rinnovato stadio.

Aldilà di questo “poker”, le altre quattro partecipanti alla competizione (Losanna, Servette, Sion e Zurigo) sembrano essere meno attrezzate a rincorrere il titolo. Ma il condizionale resta, come detto, d’obbligo: gli equilibri all’interno di un campionato tutto sommato “povero” come quello svizzero (dove i budget a disposizione per l’intera stagione equivalgono a quello che grandi club italiani, spagnoli e inglesi destinano a tre-quattro giocatori) sono molto delicati e basta davvero un nulla a far pendere il piatto della bilancia da una parte piuttosto che da un’altra.

E nel torneo di promozione-retrocessione? L’esperienza degli ultimi anni ci indica che esiste un grosso “gap” tra le formazioni di LNA e le pur agguerrite formazioni di B, che incontrano sempre tantissime difficoltà nell’effettuare il salto di categoria. Anche se, quest’anno, Bellinzona e Young Boys paiono avere le carte per tentare il grande ritorno sul principale palcoscenico…

Mauro Rossi

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