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Caso Gygi: se ne occuperà la procura federale

L'attuale direttore della Posta, Gygi, respinge con veemenza le accuse Keystone Archive

Un'indagine amministrativa, presentata venerdì a Berna, conferma le irregolarità commesse dell'ex capo delle finanze federali e ora direttore della Posta, Ulrich Gygi. La Procura federale dovrà vagliare una eventuale rilevanza penale. Contemporaneamente è stata presentata la riorganizzazione dell'Autorità di controllo in materia di lotta contro il riciclaggio.

Dopo mesi di turbolenze all’interno dell’Autorità di controllo in materia di riciclaggio, il consigliere federale Kaspar Villiger ha presentato i risultati dell’inchiesta amministrativa e le misure di ristrutturazione.

L’inchiesta, diretta dall’ex giudice federale e professore zurighese Karl Spühler, conferma le irregolarità commesse nella valutazione della richiesta presentata da un’organizzazione zurighese di specialisti del settore finanziario, che voleva essere registrata come organismo di autodisciplina ai sensi della legge contro il riciclaggio.

In particolare è stato accertato che della richiesta presentata dai finanzieri zurighesi, poi conclusasi con una decisione negativa, si è direttamente interessato l’allora capo dell’autorità anti-riciclaggio Niklaus Huber, malgrado l’obbligo di auto-ricusazione che gli era stato intimato.

Huber non ha però agito spontaneamente, ma su ordine del suo superiore Ulrich Gygi, attuale direttore della Posta, ma fino a dicembre 2000 direttore dell’Amministrazione federale delle finanze. Contro Gygi potrebbe essere aperta un’inchiesta penale qualora il Ministero pubblico ritenesse sufficienti gli indizi fin qui raccolti: il reato ipotizzato è soppressione e falsificazione di documenti.

Le reazioni degli accusati

In una presa di posizione separata Huber e Gygi hanno reagito alle accuse riportate nel rapporto dell’inchiesta amministrativa. In particolare hanno criticato il procedere seguito dal relatore Spühler che avrebbe commesso degli sbagli formali, rifiutato di ascoltare gli interessati escludendo il diritto di replica e confuso degli avvenimenti.

Villiger si è detto sorpreso delle veementi reazioni dei coinvolti, mentre Spühler ha rifiutato le critiche definendole “forfetarie”.

La riorganizzazione dell’autorità

Dopo le dimissioni in giugno di Niklaus Huber e dopo le critiche piovute un po’ da tutte le parti, Villiger ha inoltre presentato una serie di misure che intendono ridare credibilità all’Autorità antiriciclaggio.

Da settembre la guida dell’ufficio sarà affidata ad un volto nuovo. Si tratta della trentasettenne avvocata Dina Balleyguier che dal 1993 è attiva nel servizio giuridico della Commissione federale delle banche. In particolare la Balleyguier si è occupata dei procedimenti riguardanti la vicenda dei fondi del dittatore nigeriano Sani Abacha.

La nuova direttrice sostituirà Armand Meyer, nominato ad interim alla testa dell’Autorità di controllo dopo l’uscita di scena dell’ex direttore Huber. Meyer rimarrà nella sezione fino a fine anno come consigliere e si occuperà in particolare degli organismi di autodisciplina (OAD) contemplati dalla legge sul riciclaggio di denaro.

L’Autorità di controllo verrà inoltre rafforzata. Gli effettivi saliranno progressivamente – il Consiglio federale lo ha deciso mercoledì scorso – da 10 a 25 posti di lavoro.

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