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Chat online con Joseph Deiss

Il ministro degli esteri svizzero ha discusso via internet con giovani di Ginevra, Mendrisio e Interlaken Keystone

Vi hanno partecipato lunedì anche alcuni studenti ticinesi, nell'ambito delle manifestazioni per la giornata mondiale dei diritti dell'uomo. Lanciato anche un appello all'Ue per il rispetto dei profughi.

Maggiore impegno dei governi europei nella protezione dei diritti dei richiedenti l’asilo: è quanto hanno chiesto alla presidenza dell’Unione europe, in occasione della giornata mondiale dei diritti umani, 73 organizzazioni attive in favore dei profughi.

In favore dei diritti umani si sono schierate anche personalità quali Felipe Gonzalez, Pipilotti Rist, Isabel Allende e Bernhard Russi, che hanno invitato il governo europeo ad adoperarsi affinché vengano protetti i valori e le tradizioni dei richiedenti l’asilo e venga rispettata la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. L’articolo 14 della Dichiarazione, adottata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea generale dell’ONU, garantisce a ogni persona il diritto di chiedere e ottenere asilo in altri paesi.

Una richiesta analoga, corredata da 22’000 firme, è stata presentata a Berna dall’Organizzazione svizzera d’aiuto ai rifugiati (OSAR): una sorta di calendario dell’avvento «vivente», le cui 24 finestrelle sono state aperte davanti alla Cancelleria federale dalla leggenda del pugilato svizzero Charly Bühler, con l’accompagnamento musicale del trombettista zurighese Jürg Grau.

Il tema dei diritti umani è anche stato al centro delle discussioni online tra gli studenti dei licei di Ginevra, Mendrisio e Interlaken e il consigliere federale Joseph Deiss. Collaboratori federali si sono recati nei giorni scorsi nelle classi, per iniziare i liceali al tema dei diritti fondamentali e della politica svizzera dei diritti umani.

A Berna, una ventina di adepti di Falun Gong hanno dimostrato contro le continue violazioni perpetrate in Cina: hanno esortato il governo cinese ad impegnarsi maggiormente in questa direzione, abbandonando ad esempio le persecuzioni nei confronti dei membri del movimento. Una manifestazione analoga si è tenuta a Zurigo, davanti al giardino cinese costruito in riva al lago: le organizzazioni dei tibetani in Svizzera hanno protestato contro il trattamento riservato al Panchen Lama (il «vice» del Dalai Lama) e contro le retate condotte dai cinesi in Tibet. Una gabbia, simbolo dell’oppressione, è stata eretta davanti al giardino cinese.

Amnesty International ha lanciato un appello di solidarietà, chiedendo a tutti di accendere una candela sul davanzale della finestra. Secondo l’organizzazione umanitaria, alcuni stati – con il pretesto della lotta contro il terrorismo in seguito agli avvenimenti dell’11 settembre – hanno inasprito la loro politica di asilo.

swissinfo e agenzie

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