Chiesti 15 mesi per l’agente israeliano sotto processo a Losanna
Il procuratore della Confederazione ha chiesto 15 mesi di carcere senza condizionale per l'agente del Mossad, che aveva tentato di intercettare le conversazioni telefoniche di uno svizzero di origine libanese.
Quindici mesi di carcere da scontare, una multa di 5 mila franchi e l’espulsione dal territorio svizzero per dieci anni: è la pena richiesta giovedì dal procuratore della Confederazione, Felix Bänziger, per l’agente del Mossad, sotto processo da lunedì davanti alla Corte penale federale a Losanna.
Secondo Bänziger, l’imputato dev’essere riconosciuto colpevole di tutti i capi d’accusa, ossia di spionaggio politico, tentata intercettazione e registrazione di conversazioni estranee, atti compiuti senza autorizzazione per conto di uno Stato estero e ripetuta falsità in documenti.
Il procuratore ha sottolineato come l’accusato abbia portato grave pregiudizio alla sovranità elvetica, nel suo tentativo di intercettare, con le sofisticate apparecchiature scoperte nello scantinato di un edificio di Köniz, le conversazioni telefoniche di uno svizzero d’origine libanese, che gli israeliani credevano appartenesse all’Hezbollah.
Dal canto loro degli avvocati della difesa hanno sostenuto che il loro cliente non ha commesso nessuna delle tre infrazioni che gli vengono contestate e ne hanno chiesto il proscioglimento.
La sentenza è attesa per venerdì, in fine mattinata.
swissinfo e agenzie
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