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Deiss scopre il dramma di Banda Aceh

Joseph ed Elisabeth Deiss visitano il poco che resta della città di Banda Aceh Keystone

A tre mesi dallo tsunami il consigliere federale Joseph Deiss visita i progetti svizzeri di aiuto alla ricostruzione in Indonesia.

Il ministro si è detto toccato dall’entità delle distruzioni, ma anche molto colpito dalla volontà di andare avanti mostrata dalla popolazione.

Inimmaginabile

Proveniente da Singapore e accompagnato da una delegazione economica, Deiss rimane in Indonesia fino a lunedì. Il suo viaggio nel Sudest asiatico mira a intensificare le relazioni commerciali della regione con la Svizzera.

Il ministro dell’economia si è detto molto impressionato da ciò che ha avuto modo di vedere di prima persona: «Non si può immaginare una catastrofe di tali dimensioni, senza averla prima vista».

«La vita di tutti i giorni deve riprendere, e lo stesso devono fare le attività economiche», ha affermato Deiss, che ha visitato i luoghi in compagnia della moglie Elisabeth e si è fatto spiegare l’impegno elvetico dal responsabile locale della Direzione dello sviluppo e della cooperazione, Daniel Beyeler.

Aiuto alle famiglie

Anche a Banda Aceh la Svizzera ha lanciato da poco il programma “Denaro contante per chi ospita famigliari”. Un programma che è stato inaugurato in Sri Lanka, dove la devastazione non è stata così totale come a Banda Aceh.

Il programma coinvolte circa 7’500 famiglie che ricevono 120 franchi ciascuna su di un periodo di tre mesi, ovvero 40 franchi al mese. In questo modo, da 40’000 a 50’000 vittime dello tsunami non dovranno restare nei campi profughi.

Ricorstruire l’economia locale

Il Consigliere federale ha preso inoltre conoscenza di un programma di sviluppo economico, elaborato da Swisscontact a Banda Aceh, sostenuto dal Segretariato di stato dell’economia (seco). Il progetto vuole facilitare la ricostruzione fornendo consulenze alle piccole e medie imprese e offrendo loro un aiuto finanziario.

Prima dello tsunami la fondazione non portava avanti nessun progetto nella provincia d’Aceh, chiusa dal governo indonesiano a causa della ribellione degli indipendentisti del GAM.

Praticamente tutte le piccole e medie imprese, che costituiscono il 90% dell’economia locale, sono andate distrutte e una gran parte della popolazione, e dunque della manodopera, è stata inghiottita dalle onde.

Tabrani Yunis, un abitante di Banda Aceh, è uno dei beneficiari del programma svizzero. Non solo ha perso moglie e figli, ma lo tsunami ha anche distrutto la sua azienda, e ucciso molti dei suoi impiegati. Nonostante il dolore, «vuole comunque ricostruire», spiega ai giornalisti con voce piatta.


swissinfo e agenzie

Banda Aceh si trova all’estremo nord dell’isola indonesiana di Sumatra. È stata la zona più duramente devastata dallo tsunami del 26 dicembre 2004.
I morti accertati nella provincia di Aceh sono stati più di 125mila e più di 95’000 i dispersi.
Vaste zone sono ancora sommerse dalle macerie e dall’acqua stagnante.

Swisscontact è un’organizzazione di aiuto allo sviluppo dell’economia privata. Nel 2004 ha donato in tutto il mondo 37 milioni di franchi. L’80% di questa cifra proveniva dalla Confederazione, il resto dall’economia privata e da partner internazionali e locali.

In collaborazione con il Segretariato di stato dell’economia (seco), Swisscontact ha elaborato un progetto di 8 milioni di franchi sull’arco di tre anni per offrire consulenze e finanziamenti alle piccole e medie imprese.

La Confederazione elvetica ha donato 29,5 milioni di franchi per l’aiuto immediato e per la ricostruzione in Indonesia, Tailandia e Sri Lanka.

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