Il CICR e la vergogna della guerra
Anche in tempo di guerra il diritto umanitario va rispettato. Il presidente del CICR l'ha ricordato agli americani a proposito dell'Afghanistan.
Il rispetto del diritto umanitario e i bisogni della popolazione civile afghana sono stati al centro dell’incontro che il presidente del Comitato internazionale della Croce rossa Jakob Kellenberger ha avuto venerdì a Washington con il segretario di stato Colin Powell e con altri alti dirigenti americani. Kellenberger ha invitato gli interlocutori americani ad intervenire presso l’Allenza del nord affinché ai prigionieri sia garantito un trattamento umanitario.
Esattamente una settimana dopo la sua visita a Kabul, dove aveva avuto modo di constatare di persona i problemi legati all’attuale conflitto, il presidente del CICR è venuto a Washington dove oltre a Powell ha incontrato anche la consigliera per la sicurezza nazionale Condoleeza Rice e il vice ministro della difesa Paul Wolfowitz.
Il CICR è molto attivo attualmente nella regione afghana dove si occupa non solo di assistere i prigionieri e di curare i feriti, ma anche di portare soccorso alla popolazione civile, in particolare agli sfollati che sono sempre più numerosi al confine con il Pakistan.
La Croce Rossa punta adesso in particolare a prestare soccorso alle persone che vivono in zone isolate e di montagna, ha rilevato Kellenberger. Molte organizzazioni umanitarie che operano nelle zone urbane non hanno i mezzi e le possibilità di spingersi in queste regioni dove invece cercherà di essere presente il CICR, ha precisato Kellenberger al termine dell’incontro.
Durante i colloqui con gli alti esponenti dell’amministrazione Bush, il presidente del CICR ha affrontato il delicato problema del rispetto dei diritti dell’uomo e delle convenzioni internazionali. La sicurezza delle persone che si sono arrese è diventata di forte attualità alla luce di quanto è avvenuto nella fortezza situata nei pressi di Masar-i-Sharif, dove nei giorni scorsi sono morti, in circostanze non completamente chiarite, circa 600 combattenti stranieri taleban. Attualmente i delegati sul posto del CICR si stanno occupando dell’identificazione delle vittime e della loro sepoltura.
Kellenberger ha invitato gli americani a far presente con chiarezza ai rappresentanti dell’Alleanza del nord l’importanza del rispetto di questi diritti. Ciò significa che le persone che si arrendono devono essere trattate umanamente e deve essere garantito il diritto di visitare i prigionieri.
Nel corso dei colloqui, il presidente del CICR ha constatato la disponibilità degli americani a far valere la loro influenza presso l’Alleanza del nord per garantire un adeguato trattamento alle persone che si arrendono o vengono fatte prigioniere.
Prima di incontrare i dirigenti americani, il presidente del CICR aveva avuto mercoledì e giovedì vari colloqui con rappresentanti dell’ONU.
Anna Luisa Ferro Mäder, Washington
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