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Il Grasshopper raccoglie le forze in vista del campionato

Hanspeter Zaugg (a sinistra), allenatore del GC Keystone

I campioni ripartono dalla vetta. Non soltanto in senso metaforico, dato che hanno aggiunto il ventiseiesimo titolo svizzero in bacheca, ma anche e soprattutto dal punto di vista geografico: in vista del campionato, il Grasshopper ha scelto Davos quale sede del mini-ritiro estivo.

Quattro giorni lontano dalla caotica Zurigo alla ricerca della tranquillità e dell’aria fine dei 1560 metri di Davos: le “cavallette” hanno optato per una ripartenza soft”, anche perché il campionato è alle porte. E’ un GC senza grandi “star” quello in rodaggio nella località grigionese: Zaugg è quindi consapevole che il vero volto dei campioni svizzeri lo si vedrà soltanto dopo qualche giornata.

Sorridente, abbronzato e sempre disponibile, Hans Peter Zaugg (premiato al Gala del calcio come migliore allenatore l’anno scorso) ci ha accolti all’Hotel Europa di Davos: il campionato, la Nazionale, gli svizzeri all’estero sono i temi affrontati a ruota libera con l’allenatore dei campioni svizzeri.

Altro giro altra corsa: 40 giorni dopo il vostro ennesimo titolo, riparte la giostra del campionato elvetico. Una sola la novità: il ritorno in LNA dello Young Boys di Marco Schällibaum. Ma che stagione sarà? “Sono convinto – dice Zaugg – che ancora una volta vi sarà grande equilibrio tra le forze in campo. Vedo un gruppo di 4 squadre in pole position per il raggiungimento del turno finale: Basilea, San Gallo, Lugano e spero anche il Grasshopper. Nel gruppo potrebbero poi inserirsi quelle cosiddette ‘mine vaganti’ o outsider come è stato il caso del Sion nel torneo passato. La sorpresa? Potrebbe essere proprio lo Young Boys, squadra giovane che può contare su parecchi elementi interessanti”.

Vi siete mossi poco sul mercato, puntando sulla continuità. Camara potrebbe partire mentre sono arrivati tre giovani: ce li può descrivere? “Stabilità e continuità sono due prerogative che ci eravamo posti già nell’inverno scorso. Assieme a Jacobacci e ai miei collaboratori avevamo osservato che la squadra possedeva un buon collettivo ma non riusciva a battere San Gallo, Lugano e Basilea, i nostri maggiori avversari. Ecco allora che abbiamo ingaggiato Diop, Camara, Baturina e infine Nunez. Con noi ci sono ora Pascal Castillo (24 anni, ex Zurigo e Winterthur), Christoph Spycher (23 anni, difensore ex Lucerna) e Manuel Bühler, talento non ancora diciottenne prelevato dal vivaio del Neuchatel Xamax”.

Già ma intanto almeno all’inizio sarete privi di Nunez e potreste perdere Camara. Un quadro poco roseo? “Nunez non è mai stato convocato in Nazionale. Tuttavia sembra che il titolo conquistato con noi abbia proiettato Richard nelle alte sfere. Ecco allora che giocherà il match tra Uruguay e Brasile in vista dei Mondiali. Sarà a Zurigo il 4-5 luglio. Camara? E’ dello Strasburgo ed era con noi in prestito: stiamo discutendo con lui per trattenerlo all’Hardturm”.

Esordirete con l’Aarau mentre alla seconda giornata sarete di scena a Cornaredo: come vede il Lugano di Morinini? “I bianconeri possono contare su un grande collettivo. Hanno disputato un’ottima regular season. Inoltre, malgrado il calo primaverile, sono arrivati a 2 punti dal titolo svizzero. E’ difficile giocare contro di loro: pressano, sono aggressivi e si vede che si tratta di una squadra in tutti i sensi”.

Entriamo ora nell’ottica della Nazionale: quante chances ci restano, dopo la sconfitta con la Slovenia? Kuhn è l’uomo giusto per il dopo-Trossero? “Situazione difficile anche perché penso che la Yugoslavia batterà le Far Oer e quindi, alla vigilia dello scontro diretto, avrà un punto in più di noi. Se giocheremo come contro la Slovenia non avremo possibilità anche perché ritengo gli slavi più forti degli uomini di Katanec. D’altro canto dobbiamo essere onesti: il Mondiale lo si raggiunge soltanto con gli exploit, proprio come era successo in vista di USA ’94 quando battemmo l’Italia e la Scozia e pareggiammo contro il Portogallo. Kunh lo conosco bene e la Federazione ha fatto una scelta logica. Ora bisogna mettere da parte le polemiche e dare tutto per la bandiera svizzera. Con questo spirito ci può scappare anche l’exploit”.

Cavallette in Champions League: chi evitare? “Serve avere fortuna con il sorteggio: se ci capitassero formazioni come Liverpool, Borussia Dortmund o Lazio non avremmo grandi possibilità. Ma se incontrassimo ungheresi, polacchi o austriaci allora ce la potremo giocare”.

Filippo Frizzi

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