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Il segnale di partenza

Solo al momento uffciale della partenza si scoprono i segreti dei concorrenti.

Il via alla regata segue una ritualità consolidata.

Ci siamo. La parata lungo le vie della città, il party degli equipaggi, il sorteggio e la conferenza stampa degli sfidanti. La Louis Vuitton Cup è sull’uscio di casa. Lunedì notte in Svizzera, quando ad Auckland sarà mezzogiorno e un quarto, si sentirà sparare il cannone: segnale che dopo 2 anni di lavoro, scatta la Vuitton Cup.

Nelle prime due ore si capiranno tante cose sugli equipaggi, sui progettisti, sugli investimenti fatti e soprattutto sulle speranze di andare avanti nella competizione.

Il primo giro di boa

La prima regata non sarà determinante, è chiaro, ma darà già risposte interessanti. E siccome tutti in banchina lo sanno, ecco che cresce la “febbre” da inizio, tra gli equipaggi come tra i tifosi e appassionati.

Gli uomini di “Alinghi”, con Ernesto Bertarelli a discutere con Russel Coutts – lo skipper neo-zelandese che ha vinto le ultime due edizioni al timone di “Black Magic” – sono pronti.

C’è grande attesa per il sorteggio, che potrebbe mettere subito “Alinghi” nelle condizioni di dimostrare tutta la sua forza. La sagoma dell’imbarcazione dell’armatore ginevrino è inconfondibile.

Scafo rosso-nero (in omaggio all’UBS, uno dei principali partner), “boma” sponsorizzato da Audermars Piguet e una vela con due frecce rosse stilizzate che sembrano voler richiamare la forza e l’impeto del vento.

Gara dei superlativi

Quella grande macchina organizzativa che è la Coppa America presenta un cast di tutto rispetto e la sensazione è che vi sia stato un livellamento verso l’altro rispetto a tre anni fa.

Si calcola che i nove consorzi sfidanti abbiano speso un miliardo di franchi per progettare, costruire e mettere in acque le loro imbarcazioni.

Sarà tuttavia la forza della natura la grande protagonista: nel golfo di Hauraki tutto dipenderà dal vento. Se sarà superiore agli 8-10 nodi farà la fortuna di barche veloci (Alinghi, Luna Rossa, Stars and Stripes, Sayonara), se sarà meno impetuoso, allora ne potrebbero approfittare le Défi Areva, Victory e Mascalzone Latino)

Nel golfo di Auracki però sembra che il vento non manchi: in queste ultime giornate di regate “d’allenamento”, si sono registrati oltre dieci nodi con mare agitato.

Russel Coutts, così come i suoi connazionali Brad Butterworth e Warwich Feury (che si divideranno il “pozzetto”, luogo in cui si prendono le decisioni tattiche) sa che sarà nel mirino della stampa neo-zelandese, che lo accusa di tradimento verso Black Magic. Lui, 40 anni e simpatia da vendere, è categorico: “Non è la prima volta che nella vela qualcuno gareggia per un altro Paese. Per me, anzi, è una cosa normale”.

Filippo Frizzi

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