L’ONU un po’ meno lontana
«La Svizzera non può più accontentarsi di restare nella tribuna degli osservatori dell'ONU». Più che mai convinta di questa frase, già ripetuta nella campagna del 1986 che precedette il massiccio rifiuto popolare, la commissione di politica estera del Consiglio degli Stati, con 10 voti contro 1, ha adottato giovedì l'iniziativa popolare per l'adesione del nostro paese alle Nazioni Unite. Il plenum ne discuterà il 21 giugno.
Solo 15 anni fa – ha constatato il presidente della commissione Bruno Frick (PPD/SZ) – le stesse persone avrebbero votato in maggioranza contro l’adesione. Il 16 marzo 1986, il popolo svizzero rifiutò l’adesione all’ONU con il 75,7 % dei voti. Allora si trattò di una sorpresa. Oggi, solo un membro della commissione vi si è opposto: Rico Wenger (UDC/SH), membro dell’ASNI. Si tratta di sapere se questa proporzione si rispecchierà in quella popolare.
Ad ogni modo, oggi le cose sono cambiate, ha ricordato Jean- Claude Cornu (PLR/FR). Negli ultimi anni, l’ONU è notevolmente cambiata: con la fine della guerra fredda ha assunto maggiore importanza. È diventata la «Landsgemeinde dei popoli», ha aggiunto. Con il Vaticano, la Svizzera è il solo paese a non farvi parte, sebbene partecipi alla maggior parte delle organizzazioni affiliate.
Il bilancio dell’azione dell’ONU è in gran parte positivo, ha osservato Frick. «Sebbene non abbia creato paradisi in terra, l’ONU ha comunque reso certi inferni più sopportabili», ha proseguito. A suo modo di vedere, un’adesione all’ONU non costituirebbe una rivoluzione, ma permetterebbe di colmare una lacuna. Inoltre, la neutralità non sarebbe affatto messa in pericolo.
La commissione ha accolto positivamente l’idea del Consiglio federale di accompagnare l’adesione all’ONU con una dichiarazione di neutralità, che sarebbe ripetuta in occasione del primo intervento davanti all’assemblea generale. La commissione desidera tuttavia che il testo sia pubblicato prima della votazione popolare, prevista in linea di principio l’anno prossimo, ciò che potrebbe rassicurare coloro che temono per la neutralità elvetica.
L’unica opposizione in commissione, quella appunto di Rico Wenger, è proprio dettata da motivi legati alla neutralità. Wenger è inoltre persuaso che gli altri impegni internazionali della Svizzera, come il Comitato internazionale della Croce Rossa, rischiano d’essere ostacolati dall’adesione. Inoltre, la Svizzera potrebbe portare avanti una politica estera più dinamica restandosene al di fuori.
Una mancata adesione sarebbe nefasta all’insediamento e al mantenimento delle organizzazioni internazionali in Svizzera. Secondo Bruno Frick la politica estera elvetica sarebbe ostacolata, così come la politica economica. Con 6 voti contro 5, la commissione ha poi rinunciato a intimare al Consiglio fedrale di rispettare il più possibile la neutralità dei costi, in occasione del passaggio dallo statuto d’osservatore a quello di membro dell’ONU.
swissinfo e agenzie
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