La giornata del rifugiato all’insegna del rispetto
La ventiduesima edizione della Giornata dei Rifugiati, che si celebra sabato in tutta la Svizzera, anticipa di alcuni giorni la prima edizione mondiale di questa manifestazione, in programma mercoledì.
Il tema globale del rispetto nei confronti dei rifugiati è stato adottato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) per celebrare i 50 anni di attività dell’organizzazione internazionale. La campagna, lanciata il 14 dicembre scorso e intitolata RESPECT, si propone di mettere in luce il potenziale di tutti i rifugiati ed il contributo positivo che possono apportare alle società nelle quali si integrano.
La Giornata nazionale dei Rifugiati si celebra in un momento delicato del dibattito sull’asilo, riaccesosi nelle ultime settimane con le rivendicazioni di sanatoria dei sans-papiers. Le aspettative, sull’esempio dell’Italia e della Francia, sono però state spente dal Consiglio federale, convinto che un’amnistia generalizzata avrebbe il controproducente effetto di incoraggiare l’arrivo di nuovi clandestini.
La presenza nella Confederazione di rifugiati e richiedenti l’asilo si è accentuata negli ultimi vent’anni, in coincidenza con l’arrivo in massa di decine di migliaia di tamil in fuga dalla guerra civile nello Sri Lanka. Negli ultimi anni l’Ufficio federale dei rifugiati ha registrato annualmente tra le 16 mila e le 46 mila domande di asilo, con i picchi più alti di richieste registrati in coincidenza con lo scoppio di guerre e crisi, come la guerra nei Balcani.
Dalle statistiche si rileva che, al 31.12.2000, i rifugiati presenti ufficialmente in Svizzera erano poco più di 98 mila. In questo dato non sono comprese 40 mila persone che hanno visto, nel frattempo, il loro statuto regolato secondo la legge sugli stranieri e nemmeno i 150 mila immigrati illegali che si stima vivano in Svizzera. Di questi 98 mila rifugiati, quelli riconosciuti ufficialmente dalla Confederazione sono 25.534: gli altri 73 mila rientrano nelle categorie delle ammissioni provvisorie (32.114), nei casi nei quali il regolamento di soggiorno o l’esecuzione di rinvio sono stati momentaneamente sospesi (13.363) e nelle pratiche in attesa di giudizio in prima o in seconda istanza (28 mila). Da segnalare che nel 2000 la Svizzera ha rimpatriato oltre 49 mila richiedenti l’asilo, la maggior parte dei quali verso il Kossovo, registrando per la prima volta dal 1994 una diminuzione dell’effettivo totale dei rifugiati.
L’87,3 percento degli asilanti presenti nella Confederazione, ossia nove su dieci, vi sono giunti clandestinamente. La Svizzera risulta particolarmente attrattiva per i rifugiati provenienti dai Paesi che formavano la Yugoslavia, i quali con 23.298 persone, pari al 23,7 percento, rappresentano la comunità numericamente più consistente. Poi vi sono i tamil dello Sri Lanka (in tutto 16.285, pari al 16,5 percento) ed al terzo posto i richiedenti l’asilo provenienti dalla Bosnia-Erzegovina (12.248, pari al 12,4 percento).
Nel 2000 la Confederazione ha speso nel settore dell’asilo 1 miliardo e 390 milioni di franchi. Oltre il 77 percento di questa somma, pari ad 1 miliardo e 18 milioni, è stata spesa per l’assistenza ai rifugiati stessi, mentre le spese amministrative sono contenute al 16 percento del budget. Con le 17.611 richieste d’asilo registrate nel 2000, la Svizzera ha accolto il 4,7 percento dei rifugiati in Europa. Più della Svizzera, lo scorso anno sono risultati attrattivi per i rifugiati la Germania (con 78.564 richieste d’asilo), la Gran Bretagna (74.062), i Paesi Bassi (43.895), il Belgio (42.677) e la Francia (38.586).
Sergio Regazzoni
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