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La giustizia svizzera fa paura ai democristiani tedeschi

La stampa teseca segue da vicino il lavoro del giudice ginevrino Paul Perraudin Keystone Archive

L'Unione cristiana democratica tedesca CDU ha perso il suo sangue freddo. Temendo le inchieste condotte a Ginevra dal giudice Paul Perraudin in margine all'affare Elf-Leuna, il partito dell'ex cancelliere Kohl minaccia di boicottare la Svizzera.

Il palazzo di giustizia di Ginevra ha trasmesso alle autorità giudiziarie tedesche una lista con i nomi di 37 personalità, 25 delle quali sono membri della CDU e quattro della componente democristiana bavarese, l’Unione cristiana sociale CSU. La richiesta di informazioni è legata all’acquisto, nel 1992, della raffineria tedesca Leuna da parte della compagnia petrolifera francese Elf.

Tale operazione aveva dato luogo al versamento, in Svizzera, di tangenti per 256 milioni di franchi francesi, che sarebbero per lo più finiti nelle tasche di politici vicini a Helmuth Kohl. Il giudice ginevrino, che indaga su questo dossier da oltre quattro anni, ha già chiamato in causa Ludwig-Holger Pfahls, ex segretario di stato alla difesa dal 1987 al 1992, senza che finora la giustizia tedesca facesse qualcosa.

“Questa lista di nomi non significa affatto che le persone menzionate siano implicate in questa procedura, n`che possegganno dei conti bancari in Svizzera”, precisa il giudice Perraudin. Le procedure internazionali contengono generalmente molti nominativi, “perché i magistrati, che non sono necessariamente specialisti del paese in questione, debbono sapere chi è chi, per poter venire a capo dei dossier”, spiega il giudice ginevrino.

Solo che da oltre un mese la stampa tedesca sta facendo pressioni sulla giustizia. E, molto ben informata, pubblica sistematicamente i documenti inviati dai magistrati di Ginevra. E ora è la CDU, particolarmente prsa di mira in questa procedura, che prende paura e va a chiedere spiegazioni all’ambasciatore svizzero a Berlino, Thomas Borer.

Peggio ancora, Wolfgang Schäuble – il cui nome figura sulla lista inviata ai tedeschi dalla giustizia ginevrina – afferma che non verrâ più in Svizzera. In una lettera inviata di recente al consigliere federale Kaspar Villiger, l’ex leader della CDU spiega chiaramente che il suo boicottaggio della SVizzera è dettato dai metodi d’inchiesta e l”insolenza” dalla giustizia di Ginevra.

“Crediamo che le autorità giudiziarie tedesche daranno finalmente seguito a certe infrazioni commesse in occasione dell’acquisto della raffineria Leuna” si dice al palazzo di giustizia di Ginevra. E spetterà alla corte federale tedesca, che non dispone di molte competenze, designare uno o più Länder che dovranno occuparsi di questo affare di corruzione, vecchio di quasi un decennio.

Ian Hamel

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