Simbolo della vecchia censura, le forbici sono un tema ricorrente nei graffiti tunisini.
swissinfo.ch
«Finalmente, i miei colori sono liberi».
swissinfo.ch
«La primavera delle rivoluzioni».
swissinfo.ch
«Vattene!» - uno degli slogan preferiti dai rivoluzionari che chiedevano la partenza del presidente Ben Ali. Al centro, l'emblematica torre dell'orologio di Tunisi.
swissinfo.ch
Dopo la caduta del regime di Ben Ali, il 14 gennaio 2011, i vicini libici sono scesi in piazza per protestare contro Gheddafi e il suo clan.
swissinfo.ch
La bandiera tunisina si ritrova su molti graffiti. Le braccia alzate, la folla scandisce: «Vattene!».
swissinfo.ch
Le bandiere sventolano ...
swissinfo.ch
... e le braccia fremono.
swissinfo.ch
Sorrisi e colori.
swissinfo.ch
«Giustizia» e «liberazione»: questo era il motto della rivoluzione.
swissinfo.ch
Esercizio di calligrafia sullo slogan "vattene". E l'aereo porta il dittatore in esilio.
swissinfo.ch
Dopo la caduta del regime di Ben Ali, nel gennaio 2011, gli artisti tunisini hanno dato libero sfogo alla loro gioia e a una sete di libertà repressa per troppo tempo.
Questo contenuto è stato pubblicato al
Sotto un ponte autostradale, hanno raccontato la storia di una rivoluzione e lanciato messaggi a volte difficili da interpretare.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.
Per saperne di più
SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.