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La Svizzera aderirà alla Corte penale internazionale

La Svizzera parteciperà all'istituzione della Corte penale internazionale per i crimini di guerra e contro l'umanità. Il Consiglio federale ha infatti aperto la consultazione in vista della ratifica dello Statuto di Roma.

Nel luglio del 1998 la Conferenza diplomatica dei plenipotenziari delle Nazioni Unite adottava a Roma, con 120 voti contro 7 e 21 astensioni, un trattato – lo “Statuto di Roma” – che istituiva la Corte penale internazionale permanente con sede all’Aia. Tale Corte avrà il compito di perseguire gli autori di crimini gravi, quali il genocidio, i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità.

La Corte penale funzionerà in base al principio della complementarietà: interverrà unicamente quando le autorità nazionali competenti non avranno né la volontà né i mezzi per perseguire gli autori di detti crimini.

Ciò sarà il caso, per esempio, quando il sistema giudiziario di una nazione non può più operare in seguito ad eventi bellici, oppure è controllato da persone responsabili degli stessi crimini che dovrebbero perseguire. Questo significa che la Corte penale non si sostituirà ai sistemi giudiziari nazionali, né avrà il ruolo di un’istanza di ricorso presso la quale impugnare le sentenze penali nazionali.

La Svizzera, tenuto conto della sua tradizione umanitaria, ha collaborato ai lavori volti ad istituire la Corte penale internazionale. Ma questa, per poter esercitare la giurisdizione a nome dell’intera comunità internazionale, dovrà essere sostenuta da almeno 60 Paesi. Finora 96 Stati hanno firmato lo Statuto di Roma e dieci l’hanno già ratificato. La procedura di ratifica è tuttavia in fase avanzaza in numerosi altri Stati del mondo.

Con la ratifica dello Statuto, le Nazioni s’impegnano a cooperare con la Corte e a riconoscerne le sentenze. I giudici della Corte penale internazionale saranno eletti dall’assemblea dei rappresentanti degli Stati firmatari e ogni Stato non potrà essere rappresentato da più di un giudice. Inoltre, dovranno costituire un’equa rappresentanza geografica dei principali sistemi giuridici del mondo e della presenza di uomini e donne. La Corte giudicherà sempre in base al principio della responsabilità penale personale e non potrà giudicare i minori

Silvano De Pietro

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