Mine antiuomo e arruolamento dei bambini al centro di un prossimo vertice a Lucerna
La diffusione incontrollata delle armi leggere e il ruolo delle entità non statali nelle situazioni di crisi e di conflitto: saranno questi i temi al centro del vertice internazionale sulla "sicurezza umana" previsto l’11 e il 12 maggio a Lucerna.
La fine della guerra fredda ha portato allo sviluppo di una moltitudine di piccoli conflitti: guerre civili e guerriglia figurano oggi tra le minacce più gravi cui è esposta la popolazione civile. I pericoli principali provengono dalla disseminazione delle mine antiuomo e dalla diffusione su vasta scala di ogni sorta di armi leggere.
L’incontro di Lucerna, a livello di ministri, è organizzato dal Ministero degli esteri svizzero. Esso riunisce una rete informale di Paesi particolarmente impegnati a livello internazionale in iniziative che riguardano la sicurezza umana nelle aree di conflitti.
Il concetto di sicurezza umana comprende varie impostazioni e iniziative nuove nell’ambito della politica di sicurezza, orientate in primo luogo alla sicurezza e ai bisogni dell’individuo, ovvero delle vittime. Tra queste iniziative figurano la lotta a livello mondiale contro le mine anti uomo, la lotta contro il reclutamento e l’impiego di bambini-soldato e l’istituzione di una Corte penale internazionale permanente per i criminali di guerra.
Dall’incontro di Lucerna, la Svizzera si attende impulsi importanti per future trattative in seno si vari fori internazionali. Una conferenza delle Nazioni Unite sulle armi leggere è in programma l’anno prossimo.
I paesi che fanno parte di questo gruppo informale sono, oltre alla Svizzera, Canada e Norvegia (paesi promotori), Irlanda, Paesi Bassi, Austria, Slovenia, Grecia, Giordania, Tailandia, Mali, Sudafrica e Cile.
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