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Nuova decisione della giustizia americana sui fondi ebraici

Ill giudice federale americano della Corte di Brooklyn, a Nuova York, Edward R. Korman Keystone Archive

Il giudice federale di New York Edward Korman, incaricato della ripartizione degli 1,25 miliardi di dollari versati dalle grandi banche svizzere nell'ambito dell'accordo globale del 12 agosto 1998, ha stabilito che i questionari compilati nella consultazione preliminare siano considerati richieste formali di risarcimento.

Lo ha indicato lo stesso giudice Korman, il quale ha seguito le raccomandazione dei due «Special Masters» Paul A. Volcker e Michael Bradfield, supervisori della ripartizione. La sua decisione è giustificata dal numero relativamente piccolo di richieste formali presentate dopo la pubblicazione delle banche elvetiche di una terza lista di conti in giacenza, lo scorso 5 febbraio.

Alla scadenza del 5 agosto, il Tribunale arbitrale (Claims Resolution Tribunal) con sede a Zurigo aveva ricevuto circa 26 000 richieste soltanto. Nel 1999, durante la consultazione organizzata a livello mondiale dagli avvocati delle denunce collettive (»class actions») americane, circa 580 mila persone avevano compilato il modulo di sei pagine e 82’163 avevano indicato di rivendicare uno o più conti di vittime dell’Olocausto nelle banche svizzere. I due «Special Masters» Paul A. Volcker e Michael Bradfield sono giunti alla conclusione che numerosi querelanti che avevano riempito il modulo iniziale hanno poi erroneamente omesso di presentare una istanza ufficiale, ritenendo probabilmente che quel formulario fosse sufficiente.

Secondo Bradfield la decisione di Korman, che risale al 30 luglio, non ritarderà il processo di distribuzione. Questo riserva 800 milioni di dollari per soddisfare chi rivendica fondi in giacenza in Svizzera. I 450 milioni restanti dovrebbero andare principalmente ad ex profughi, lavoratori forzati e altri superstiti del nazismo.

Per queste categorie di vittime, il giudice Korman ha sbloccato lo scorso luglio una prima somma di 43,7 milioni di dollari. Una delle organizzazioni incaricate della distribuzione, la «Claims Conference», ha cominciato il 2 agosto l’invio di 35.000 assegni di 1.000 dollari ciascuno a sopravvissuti ebrei dell’olocausto in 36 Paesi.

swissinfo e agenzie

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