The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Oltre 32 mila profughi kosovari già rientrati in patria

Uno dei gruppi di profughi kosovari rientrati in patria con il programma di rimpatri volontari finanziato dalla Svizzera. Keystone / Meinrad Schade

Il bilancio dei rimpatri volontari in Kosovo è positivo. Lo ha dichiarato Jean-Daniel Gerber, responsabile dell'Ufficio federale dei rifugiati (UFR), in una conferenza stampa a Berna, nel corso della quale ha anche criticato l'iniziativa anti stranieri.

“Un successo” è stato definito da Gerber il pacchetto di misure elaborato per favorire il ritorno a casa, su base volontaria, dei rifugiati kosovari. A fine agosto quasi 32 mila kosovari hanno fatto ricorso a questo programma, che prevede aiuti finanziari e forniture di materiale quale contributo per ricominciare una nuova vita.

Una cifra di tutto rispetto se si considera che la Svizzera, durante la crisi balcanica, aveva dato accoglienza a circa 53 mila persone provenienti dalla repubblica Jugoslava ed in particolare dal Kosovo.

Complessivamente i costi, sostenuti dalla Svizzera per gli incitamenti finanziari ed i viaggi di rimpatrio, ammontano a 112 milioni di franchi. Ma il direttore dell’UFR, spesso al centro di critiche per la severità con la quale applica il diritto d’asilo, ha voluto prendere posizione sull’iniziativa popolare anti stranieri, in votazione il prossimo 24 settembre, esprimendo la propria inquetudine (citiamo) “di fronte al ritorno lento ed a volte insidioso di sentimenti ostili agli stranieri in generale ed ai richiedenti l’asilo in particolare”.

Per farlo Gerber non ha usato perifrasi. L’iniziativa è stata concepita da uno “spirito stretto, rinchiuso, ossessionato dalla paura che suscita lo straniero ed animata da una mentalità che oscilla tra l’intolleranza e la xenofobia”.La proposta di limitare la popolazione straniera al 18 percento mischia due problemi totalmente separati: la quota del 18 percento ingloba infatti sia chi richiede asilo politico sia i lavoratori stranieri stabiliti nel nostro paese, ha sottolineato Gerber.

L’idea, contenuta nell’iniziativa, di internare tutti gli stranieri senza autorizzazione di soggiorno in vista della loro espulsione è, a giudizio di Gerber “grave poiché rafforza l’idea secondo la quale i richiedenti l’asilo sono tutti delinquenti”. Il caso del Kosovo, con il rientro di oltre 33 mila profughi, dimostra invece che queste persone cercavano essenzialmente rifugio e protezione.

La politica d’asilo svizzera è equilibrata, ha voluto ribadire Gerber, ricordando inoltre che non solo la Svizzera, ma l’intera Europa, è confrontata con la problematica dell’asilo. Di conseguenza, per questa importante sfida alle urne, le proposte dell’iniziativa non rappresentano in nessun caso una soluzione adeguata.

Prima di concludere ricordiamo che l’iniziativa per limitare il numero di stranieri, denominata “per una regolamentazione dell’immigrazione” e sulla quale I cittadini svizzeri sono chiamati a pronunciarsi il prossimo 24 settembre (unitamente ad altri 4 temi in votazione) propone di limitare, per legge, la percentuale di stranieri in Svizzera al 18 percento della popolazione.

Luca Hoderas

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR