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Palestinese morto durante l’espulsione: condannato il medico

Dimonstranti insegnano le condizioni che hanno portato alla morte del giovane palestinese Keystone Archive

Cinque mesi con la condizionale per omicidio colposo: questa la condanna emessa martedì dal Tribunale distrettuale di Bülach (ZH) contro un medico bernese che nel marzo del 1999 aveva controllato l'idoneità al viaggio di un palestinese che morì soffocato all'aeroporto di Kloten durante un'espulsione forzata.

Due poliziotti bernesi che accompagnavano il richiedente l’asilo “respinto” sono stati assolti, mentre la sentenza per il terzo agente che aveva la responsabilità dell’operazione è stata rimandata in attesa di nuovi accertamenti.

Motivando la sentenza, il giudice unico ha affermato che il medico (57 anni) ha fatto una diagnosi errata, rendendosi corresponsabile della morte del palestinese. Oltre alla pena con la condizionale, egli dovrà versare un risarcimento di 50mila franchi ai famigliari della vittima. I fatti risalgono al 3 marzo 1999.

Il richiedente l’asilo Khaled Abuzarifa, di 27 anni, morì in un ascensore dell’aeroporto di Kloten mentre stava per essere accompagnato su un aereo diretto al Cairo. L’uomo, condannato nel canton Berna per traffico di
stupefacenti, era riuscito tre mesi prima ad opporsi con la forza ad un’espulsione dalla Svizzera.

Per impedirgli di opporre resistenza e di gridare, gli agenti lo legarono ad una sedia a rotelle e gli tapparono la bocca con tre giri di un resistente nastro adesivo che non poteva più essere tolto senza l’ausilio di forbici o altri attrezzi: questo tipo di “imbavagliatura” era una una pratica fino ad allora corrente per i
candidati all’espulsione considerati “recalcitranti”; il canton Berna decise di abolirla proprio in seguito a questa vicenda.

Dieci mesi dopo i fatti, una perizia dell’Istituto di medicina legale di Zurigo (IRM) arrivò alla conclusione che il palestinese era rimasto soffocato a causa dell’imbavagliatura e di una malformazione della cavità nasale che gli permetteva di respirare da una sola narice.

I due poliziotti che avevano preso parte al trasferimento in qualità di “accompagnatori” sono due agenti di 30 e 31 anni dei reparti speciali “Enzian” della polizia cantonale bernese. Furono loro ad applicare il nastro adesivo al detenuto in attesa di espulsione, ma il giudice li ha assolti perché non avevano “alcuna competenza decisionale”.

Quanto all’agente di 56 anni che aveva “pianificato e organizzato” l’espulsione, il giudice ritiene che egli non abbia dato prova “della grande responsabilità” che richiedeva una simile operazione. I suoi eventuali errori non sono tuttavia stati sufficientemente appurati in fase istruttoria, motivo per cui il dossier sarà riconsegnato all’autorità inquirente.

La difesa del medico ha dichiarato che intende proporre al suo assistito un ricorso in appello.

swissinfo e agenzie

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