Presunte frodi in firme per iniziative UDC: il caso si sgonfia
Si sgonfia il caso delle presunte frodi nella raccolta di firme per due iniziative popolari dell'UDC. La Procura federale ha annunciato venerdì di aver archiviato l'inchiesta: il numero di firme nulle rientra perfettamente nella media.
Lo scorso 9 luglio, la «SonntagsZeitung» aveva parlato di clamorosa truffa elettorale, affermando che circa 20 000 firme raccolte per ciascuna delle due iniziative – quella sull’oro da destinare all’AVS e quella contro gli abusi nel diritto d’asilo – erano risultate false. Lo stesso presidente dell’UDC Ueli Maurer aveva parlato di sabotaggio.
In un comunicato diramato venerdì, il Ministero pubblico della Confederazione afferma invece che per l’iniziativa dell’oro i comuni avevano convalidato fino all’11 luglio 75’096 firme e ne avevano dichiarate nulle soltanto 5’805 firme, ossia il 7,73 percento del totale. Per l’altra iniziativa le firme convalidate erano 87’095 e quelle nulle 7’300 (8,38 percento).
Dalle istruzioni della Cancelleria federale (»Lancio di iniziative popolari federali, Istruzioni per i fautori») – scrive la Procura federale – si desume che lo scarto di firme in seguito all’annullamento da parte del responsabile del catalogo elettorale nei Comuni si situa di norma tra il 7 e il 21 per cento. Per entrambe le iniziative popolari sotto inchiesta la quota delle firme dichiarate nulle è dunque nella media, anzi ai livelli più bassi di quella che è considerata la norma.
Le indagini si sono concentrate nei Comuni in cui si erano registrate quote superiori al 10 percento di firme nulle. «Non sono però emersi indizi di contraffazioni tali da far presumere una falsificazione sistematica in forma di vero e proprio sabotaggio della raccolta di firme», scrive la Procura federale. A suo avviso, «si può anzi escludere che dietro le firme nulle si celi una strategia volta a favorire o pregiudicare le iniziative popolari lanciate».
Le firme nulle riguardano – per quanto si è potuto accertare – prevalentemente casi in cui la stessa persona ha firmato più volte, non era registrata nel catalogo elettorale del Comune, non era identificabile, era deceduta o si era trasferita, come pure casi di iscrizioni manifestamente irrisorie, ingiuriose o fantasiose. Ordinaria amministrazione, insomma.
«In taluni di questi casi – conclude la Procura – sono presenti perlomeno gli estremi della fattispecie oggettiva della frode elettorale». Tuttavia, «poiché non sussistono indizi concreti sufficienti per un’indagine sugli autori, il Ministero pubblico ha archiviato l’indagine».
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.