Primo «sportello» per bebè abbandonati ad Einsiedeln
Inaugurazione domenica 13 maggio, Festa della mamma, per il primo centro di accoglienza per bebè abbandonati aperto nell'ospedale di Einsiedeln, nel canton Svitto. Le madri in difficoltà lo potranno consegnare le loro creature non volute ad uno sportello, mantenendo l'anonimato. Entro sei settimane, se ci ripensano, possono riavere il figlio.
L’iniziativa, lanciata dall’associazione Madre e bambino, è rivolta alle donne che non possono o non vogliono tenere il figlio dopo il parto. Un’apposita struttura si occuperà del bebè.
L’associazione ha lavorato con l’ospedale di Einsiedeln per creare un centro di crisi in cui un campanello d’allarme suona, avvertendo il personale ospedaliero quando un neonato è depositato nell’apposito sportello. Da quel momento, la madre ha sei settimane di tempo per riprendersi il bambino, se dovesse cambiare idea.
L’associazione Madre e bambino è dell’opinione che consegnare un bambino al centro non abbia conseguenze legali. Riferendosi alla legge vigente, l’associazione ritiene che nessuno possa essere ritenuto responsabile dell’abbandono di un neonato se le motivazioni dell’abbandono vanno a vantaggio della sopravvivenza del bambino.
Tuttavia Thomas Setter, avvocato presso il Dipartimento federale di giustizia e polizia, sottolinea che abbandonare un bambino in un ospedale senza dichiarare la sua identità rimane illegale.
Inoltre, il fatto di salvaguardare l’anonimato della madre pone problemi etici, rileva Rebecca Iseli, dell’Istituto di filosofia dell’università di Berna. Iseli ritiene preferibile una struttura che si prenda cura sia della madre, sia del bambino.
Sportelli per i bebè già esistono in altri paesi europei, negli Stati Uniti e in Sudafrica. In Germania, il primo è stato aperto 18 mesi fa ad Amburgo. Otto bambini sono già stati affidati alla struttura. In Germania esistono al momento 21 centri di questo tipo.
swissinfo e agenzie
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