Processo Nyffenegger: l’imputato riconosce in parte i fatti
Al secondo giorno del processo celebrato dal Tribunale militare d'appello 2 A, il colonnello a riposo Friedrich Nyffenegger ha in parte riconosciuto martedì i fatti di cui è accusato, contestandone tuttavia l'interpretazione giuridica.
Nyffenegger e un altro coimputato, il brigadiere a riposo Paul Meyer, sono stati confrontati con i vari punti dell’accusa, che rimprovera loro di aver gestito in modo scorretto la produzione e la distribuzione del promemoria elettronico dell’esercito contenuto in due CD-ROM dello Stato maggiore generale (SMG): uno rosso (con informazioni classificate come «segrete») e uno nero (con informazioni «confidenziali»).
Il colonnello Nyffenegger aveva ricevuto all’inizio del 1993 l’incarico di realizzare il promemoria elettronico, che in vista del progetto «Esercito 95» doveva sostituire un analogo documento fino ad allora raccolto in tre classificatori.
Il CD-ROM «nero» conteneva alcuni software e un centinaio di documenti, di cui circa dieci erano classificati come «confidenziali». Nel CD «rosso» erano riunite informazioni relative alle procedure di mobilitazione e agli impianti militari, che erano considerate particolarmente «sensibili».
Nell’autunno del 1994 furono stampati complessivamente 2000 esemplari dei due dischi informatici. Davanti alla corte, Gustav Furrer, responsabile della ditta d’informatica che aveva ricevuto l’incarico di produrre i CD, ha affermato che da parte della sua ditta ci fu un controllo di tutti i dischetti prodotti e distribuiti.
L’inchiesta militare aperta in seguito allo «scandalo Nyffenegger», scoppiato nell’autunno del 1995, aveva invece evidenziato che di diversi dischetti distributi non si conosceva l’effettiva destinazione.
Nel processo di prima istanza il Tribunale di divisione 10 B aveva condannato Nyffenegger (64 anni) a 15 mesi con la condizionale per violazione di segreti militari. Meyer era stato condannato a due mesi con la condizionale, il responsabile della ditta informatica a un mese con la condizionale, mentre due funzionari militari erano stati scagionati.
La sentenza del proccesso d’appello, chiesto sia dall’accusa che dai difensori dei quattro coimputati, è attesa per il 5 luglio.
swissinfo e agenzie
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