Ripreso a Friborgo il processo all’ex capo della brigata anti-droga
A Friborgo è ripreso martedì mattina il processo all'ex capo della brigata anti-droga della polizia friborghese Paul Grossrieder. Il dibattimento era stato sopeso giovedì scorso per l'uscita di scena dell'accusa.
Martedì mattina il banco del Ministero pubblico era nuovamente occupato. La corte ha infatti respinto una richiesta della difesa, che si opponeva al ritorno in aula della procuratrice generale Anne Colliard Arnaud.
Giovedì scorso la procuratrice aveva annunciato di non voler più partecipare al dibattimento, a causa dell’atteggiamento dell’avvocato difesore e dei suoi attacchi contro la sua «integrità
professionale». Su richiesta del Consiglio di Stato, lunedÌ ha accettato di tornare in aula. Anne Colliard Arnaud ha domandato di essere esonerata dal segreto d’ufficio, ma il Tribunale cantonale ha rifiutato la sua richiesta. La procuratrice ha pure avvertito che chiederà la sospensione dei dibattimenti se lo riterrà necessario.
Il difensore di Paul Grossrieder, l’avvocato André Clerc, è da parte sua insorto contro il «comunicato stampa diffamatorio» del Consiglio di Stato in merito ai suoi attacchi contro la
procuratrice. Secondo il legale, il Pubblico ministero ha violato le disposizioni di procedura penale abbandonando l’aula ed il suo ritorno costituisce una seconda violazione del diritto. Ha dunque chiesto che Anne Colliard Arnaud si ritirasse definitivamente dal processo, ma la Corte ha respinto la domanda.
La giornata dibattimentale di martedì è stata dedicata all’audizione di diversi testimoni. Si tratta di colleghi e subordinati di Paul Grossrieder. Una collega del brigadiere ha messo in dubbio le dichiarazioni della testimone principale a carico dell’imputato, una prostituta che sostiene di aver avuto rapporti sessuali con Grossrieder mentre era sottoposta ad indagine penale. La prostituta non si era presentata al processo la settimana scorsa.
La poliziotta ha osservato che la prostituta era coinvolta in numerosi procedimenti penali (essenzialmente per consumo di droga e furti) e che aveva tendenza a «raccontare storie immaginarie». In particolare avrebbe dichiarato che dormiva per terra nella sua cella nel carcere centrale di Friborgo perché «uno spirito occupava il suo letto». La donna era poi stata trasferita alla prigione di Lonay, nel Canton Vaud.
swissinfo e agenzie
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