Svolta a favore dei proprietari di case
Il Consiglio degli Stati ha approvato la riforma del diritto locativo in una variante molto favorevole ai proprietari. Per l'associazione degli inquilini è una dichiarazione di guerra.
Con una decisione a sorpresa, la Camera alta ha fatto rientrare dalla finestra ciò che ieri aveva gettato fuori dalla porta. I senatori hanno infatti deciso di concedere ai proprietari anche la possibilità di aumentare gli affitti ogni 5 anni sulla base della cosiddetta “pigione di riferimento”, ossia il canone richiesto per un abitazione paragonabile della stessa zona. Una possibilità che si aggiungerebbe, cumulandosi, all’aumento della pigione in funzione dell’inflazione.
Il giorno precedente gli Stati avevano infatti preso l’importante decisione di principio di abbandonare l’attuale sistema che regola oggi il diritto locativo optando per il controprogetto del Consiglio federale all’iniziativa popolare “per delle pigioni corrette” lanciata dalle associazioni degli inquilini.
In base al nuovo sistema la variazione degli affitti verrebbe sganciata dall’evoluzione dei tassi ipotecari e legata invece all’indice dei prezzi al consumo. La Camera alta aveva invece scartato 24 ore prima il parametro della pigione di riferimento come motivo per un adeguamento dell’affitto, parametro che avrebbe essere utilizzato invece soltanto come termine di paragone per stabilire se l’affitto è abusivo, che è da considerare tale se supera di oltre il 15% gli standard del quartiere o della zona urbana.
La lobby dei proprietari di case, guidata dal liberale-radicale Toni Dettling, presidente dell’associazione svizzera della categoria, è però riuscita a far tornare sui propri passi il plenum e a stravolgere così l’equilibrio e lo spirito dell’intera revisione.
Visto che gli inquilini ogni cinque anni possono richiedere un paragone del canone d’affitto, ha spiegato Dettling, è giusto che ai proprietari si conceda una sorta di compensazione a questo diritto. Gli affitti dovranno non solo essere indicizzati ogni anno, ma ogni 5 anni potrà essere richiesto anche un supplemento di adeguamento fino ad un limite superiore del 15%.
Anche il Nazionale aveva voluto prevedere queste due possibilità, senza però che gli effetti potessero cumularsi. Per la Camera del popolo l’adeguamento in funzione dell’inflazione sarebbe inoltre limitato all’80%, mentre l’aumento in funzione alla pigione di riferimento non dovrebbe superare il 20%.
“La soluzione che avete adottato non ha alcuna chance di essere accettata dal popolo”, ha ammonito il ministro dell’economia Pascal Couchepin. L’Associazione svizzera degli inquilini ha infatti già reagito violentemente al voltafaccia del Consiglio degli Stati dichiarandosi pronti a lanciare il referendum se il tiro non verrà corretto.
Allo stato attuale la revisione del diritto locativo non può essere considerata un’alternativa all’iniziativa popolare. Quest’ultima, respinta da entrambe le Camere, intende mantenere il legame attuale tra affitti e tassi ipotecari, introducendo però un tasso di riferimento medio che attutisca le variazioni e tenga in considerazione nel calcolo anche le variazioni verso il basso.
Luca Hoderas
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