Test svizzero per depistare il morbo della mucca pazza in Europa
L'esame rapido della svizzera Prionics ha buone chances di essere scelto dagli stati dell'Unione europea, dove alla fine dell'anno entrerà in vigore l'obbligo dello screening sistematico per controllare la trasmissione della malattia.
Per depistare l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE) sono in lizza tre diversi test, proposti rispettivamente da Francia, Irlanda e Svizzera e convalidati dall’Unione Europea. Tra questi, il Prionics-Check, elaborato dalla ditta zurighese, sembra avere le migliori probabilità di essere adottato.
Infatti, già all’inizio del 1999 le autorità veterinarie del Regno Unito e della Svizzera diedero il via a un programma di screening sistematico del loro bestiame, usando il Prionics-Check. E nel frattempo, questo esempio è stato gradualmente seguito dagli altri importanti Paesi europei.
La settimana scorsa, Francia e Danimarca hanno annunciato che questo test verrà implementato per il monitoraggio della BSE su larga scala. I due paesi intendono applicare il test a un numero di capi di bestiame che è considerevolmente maggiore a quello richiesto dalla Comunità Europea.
Uno dei principali vantaggi del test svizzero è che, contrariamente ad altri, può scroprire la malattia ad uno stadio pre- clinico, ovvero quando l’animale è malato, ma ancora asintomatico. Inoltre, il Prionics-Check segnala l’infezione ancora prima della comparsa dei tipici danni cerebrali.
Inoltre, il test, che funziona indipendentemente dalla qualità dei tessuti, è già stato impiegato per oltre 50 000 analisi (più di 100’000 esami), e tutti i casi di BSE scoperti sono stati verificati e confermati anche con tecniche convenzionali.
La Prionics continua a sviluppare il suo test, con l’obiettivo di poterlo impegare, in futuro, anche su animali vivi. Inoltre, sta conducendo ricerche di base sul morbo di Kreutzfeld-Jacob, mirate allo sviluppo di una eventuale terapia medica per i pazienti affetti dalla terribile malattia.
swissinfo e agenzie
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