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Tolleranza zero per lo sfruttamento dei bambini

3.300 partecipanti stanno lavorando per rafforzare la lotta allo sfruttamento sessuale dei bambini. www.focalpointgo.org

Anche per la delegazione svizzera alla Conferenza internazionale contro il commercio sessuale di minori non va ammessa nessuna libertà per gli sfruttatori.

Sono circa 3 000 i partecipanti alla conferenza di Yokohama, che si è aperta lunedì in Giappone; e comprendono delegati provenienti da ben 119 paesi e molte organizzazioni non governative. Il capo della delegazione svizzera, Jean-François Giovannini, intervistato da swissinfo spiega che la priorità è raggiungere un accordo sulla cornice legale all’interno della legislazione internazionale esistente, per combattere lo sfruttamento sessuale dei bambini

Pugno duro contro i criminali

Giovannini spiega che la delegazione svizzera vuole spingere i delegati ad adottare una condotta comune di tolleranza zero: “La comunità internazionale deve migliorare l’efficacia della propria azione contro ogni forma criminale di sfruttamento commerciale dei bambini.”

Dal primo congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, che si tenne cinque anni fa a Stoccolma, qualche progresso è stato fatto: “Per quanto riguarda il nostro paese” – spiega Giovannini – “abbiamo adottato alcune leggi che permettono di perseguire penalmente cittadini residenti in Svizzera che abbiano commesso un reato all’estero”.

Pedo-pornografia

Più severe dovrebbero invece diventare le misure contro il materiale pornografico. Il commercio di questo tipo di materiale ha visto uno sviluppo esponenziale con l’avvento di internet: “Il semplice possesso di materiale pedo-pornografico dovrebbe essere considerato un crimine in Svizzera” indica Giovannini.

L’abuso sessuale nei confronti di un bambino dovrebbe venir considerato crimine contro l’umanità? A questa domanda il capo della delegazione svizzera precisa: “E un tema che verrà discusso. È un crimine che distrugge l’intera esistenza di una persona e non è detto che un giorno non si arrivi a questa definizione”.

swissinfo e agenzie

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