Vicenda Mercata e Mabetex: il giudice Devaud aspetta una risposta da Mosca
Il giudice ginevrino, che indaga sulle commissioni per almeno 64 milioni di dollari che le due società ticinesi avrebbero versato a funzionari russi per ottenere i lavori di ristrutturazione del Cremlino, non ha ancora ricevuto le informazioni richieste.
Devaud, che vorrebbe in particolare sapere a che punto è giunta l’indagine sul versante russo, «si stupisce» per il silenzio della magistratura russa. «Eppure ho formulato domande molto precise e molto documentate», ha spiegato giovedì.
La commissione rogatoria è stata indirizzata alle autorità russe per mezzo dei canali diplomatici e direttamente al giudice istruttore Nicolai Volkov, in occasione della sua recente visita in Svizzera. Nel frattempo, il giudice si è dimesso a causa di divergenze sorte con la direzione della Procura pubblica russa.
Il giudice Devaud tenta peraltro da giugno di rintracciare il patron della Mercata, Viktor Stolpovskikh, che vorrebbe incriminare per riciclaggio di denaro e partecipazione ad organizzazione criminale. L’imprenditore non si è presentato alla convocazione notificatagli dal giudice.
Secondo talune fonti, il magistrato avrebbe diramato un ordine di cattura nei confronti di Stolpovskikh. Devaud rifiuta di darne conferma ufficiale. «Il fatto che non confermo non vuol però dire che la notizia sia falsa», ha nondimeno precisato. I legali del russo non sono informati dell’esistenza di tale provvedimento, ma lo giudicano probabile.
Gli avvocati hanno d’altronde consigliato al loro assistito di non tornare in Svizzera per il momento. E’ dunque poco probabile che il russo sia presente lunedì in Ticino all’assemblea generale degli azionisti della Mercata.
I conti aperti dalla ditta in Ticino e in altri paesi sono tuttora bloccati. Uno degli avvocati sottolinea che la società non è ormai più in grado di onorare i propri debiti, che ammontano a diversi milioni di dollari.
In quest’ambito, la Mercata ha rivolto numerosi ricorsi alla Camera d’accusa di Ginevra. Devaud, dal canto suo, intende proseguire gli interrogatori: il patron della Mabetex, Behgjet Pacolli, già incriminato per riciclaggio di denaro, sarà nuovamente convocato prossimamente a Ginevra. Le due ditte ticinesi hanno sempre contestato il versamento di tangenti in Russia e anche di aver collaborato al loro riciclaggio.
swissinfo e agenzie
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