Violenza coniugale perseguita d’ufficio ?
Perseguire d'ufficio gli atti di violenza nella coppia invece di intervenire esclusivamente su denuncia della vittima è un passo avanti nella lotta a questo tipo di abusi. Tuttavia i mezzi proposti sono insufficienti. Lo ritengono la maggior parte dei partiti e delle organizzazioni che hanno preso parte alla procedura di consultazione su questa proposta di revisione del Codice penale (CP).
Il progetto di revisione è stato elaborato dalla commissione degli affari giuridici del Nazionale sulla base di un’iniziativa parlamentare di Margrith von Felten (Verdi/BS). PS, PLR, Verdi e Partito liberale sono in linea di massima favorevoli, mentre l’UDC è contraria. PPD, Pro Familia e Pro Juventute non hanno preso posizione.
La maggior parte dei reati perpetrati tra le mura domestiche – lesioni personali semplici, vie di fatto, minaccia, coazione o violenza carnale – sono oggi perseguibili dalle autorità solo su querela della vittima. Molti di questi atti rimangono tutt’ora impuniti per la paura o la vergogna della persona interessata di denunciare il responsabile.
Il progetto in consultazione si prefigge di interrompere il trend negativo: la violenza all’interno della coppia – coniugata, convivente, eterosessuale o omosessuale – dovrà poter essere perseguita d’ufficio. Per evitare istruttorie penali ingiustificate, ad esempio in caso di lesioni semplici, è prevista la possibilità di archiviare l’inchiesta con il consenso della vittima.
Procuratori scettici
La Conferenza dei procuratori svizzeri dubita dell’efficacia della revisione su quest’ultimo punto, «anche se i fini perseguiti sono lodevoli», ha spiegato il procuratore neocastellano Pierre Cornu. Se il procedimento penale contro un sospettato di violenza può essere sospeso con l’assenso della vittima non vi è cambiamento rispetto alla situazione attuale, ha sottolineato.
Anche per il Partito socialista (PS) e i Verdi questo punto rappresenta il «tallone di Achille» del progetto: da una parte si migliora la posizione della vittima perseguendo il delitto d’ufficio, dall’altra la si aggrava facendo dipendere l’archiviazione del caso dal suo consenso.
I Verdi propongono quindi di introdurre il principio della sospensione dell’inchiesta solo su volontà chiaramente espressa dalla vittima. Il procedimento dovrebbe inoltre poter essere bloccato se il giudice, in base alle prove disponibili, ritiene che l’autore o l’autrice delle violenze non delinquerà più.
Su quest’ultimo aspetto, il PS va più lontano: accanto all’apprezzamento del giudice sul rischio di recidiva, il procedimento può essere interrotto solo se l’autore si impegna a cambiare il suo comportamento nella coppia.
Misure d’accompagnamento
L’organizzazione mantello delle case che offrono protezione alle donne in difficoltà (DAO), esprime soddisfazione per il progetto di revisione, ritenendo giustificato che la vittima possa chiedere un non luogo a procedere. L’associazione chiede però un’estensione delle misure di protezione per le donne, come l’allontanamento dell’autore dalle mura domestiche e il divieto per quest’ultimo di avere contatti con la vittima, oltre alla possibilità di avviare l’istruttoria anche dopo divorzio o separazione della coppia. La DAO propone inoltre che vittime e aggressori vengano inseriti in programmi di sostegno.
Anche il Partito liberale svizzero (PLS) esprime il suo appoggio, ma chiede che la violenza carnale sia esclusa dalla lista dei reati perseguibili d’ufficio. I vertici del partito si chiedono come un giudice possa dimostrare uno stupro in assenza di denuncia e considerano quantomeno «azzardato» aprire un’azione penale senza la partecipazione della vittima.
I Liberali-radicali (PLR) sono invece di parere opposto. Lo stupro all’interno della coppia deve essere considerato alla stessa stregua della violenza carnale in generale, ossia perseguito d’ufficio. Le vie di fatto ed altre infrazioni dovrebbero invece
continuare a dipendere dalla denuncia della vittima.
Omosessuali
Il progetto di revisione include pure le coppie omosessuali. La proposta è considerata dai socialisti come un primo passo importante verso il riconoscimento civile di questo tipo di unione. Cornu esprime invece perplessità per il fatto che ciò avvenga in primis attraverso il diritto penale.
Molto favorevoli sull’insieme della riforma, Giuristi e giuriste democratici svizzeri (GDS) invocano una maggiore protezione per i figli: il procedimento non dovrebbe essere archiviato quando le vittime sono minorenni o adulti posti sotto tutela, rileva l’associazione.
Opposizioni
Di tutti i partiti e organizzazioni che hanno preso parte alla consultazione, solo UDC e Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) si sono espresse contro il progetto di revisione. Secondo I democentristi la legge attuale è sufficiente, inoltre il progetto di legge proposto è di difficile applicazione, hanno spiegato.
L’USAM, che si basa sulla posizione espressa dalla propria sezione femminile turgoviese, ritiene invece che lo Stato non debba intervenire troppo pesantemente all’interno dell’intimità di coppia.
swissinfo e agenzie
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