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Zurigo: continua la guerra fra le polizie

L'alta specializzazione della polizia cittadina è riconosciuta ben oltre i confini del centro Keystone

Continuano le tensioni tra città e cantone sulla divisione di responsabilità, compiti e costi. Dopo l'ultimo voto popolare, il cantone riattacca sulla scientifica.

La “guerra della polizia” tra città e cantone di Zurigo, dopo lo smacco subito domenica scorsa dai fautori di un corpo unico per tutto il cantone, è divampata più forte di prima. Pomo della discordia, i prestigiosi servizi di polizia scientifica cittadini. La tensione ora rischia di tornare alta.

C’è stato un periodo, nei primi anni Novanta, di tale e tanta frizione tra città e cantone di Zurigo, che a un certo punto qualcuno aveva ventilato l’ipotesi della separazione della metropoli dal suo hinterland, sull’esempio di Basilea, con la creazione di due semicantoni: Zurigo Città e Zurigo Campagna. Era un paradosso, ovviamente, usato più per provocazione che per convinzione. Ma era indicativo della grave piega conflittuale che avevano preso i rapporti tra il governo del cantone e quello della città.

I motivi del conflitto erano, prima, il piano regolatore, che l’allora municipale all’urbanistica, Ursula Koch, voleva difendere a tutti i costi da speculazioni vere o presunte. Poi la cultura, con l’Opernhaus (Teatro dell’Opera), che alla città costava troppo: il cantone ha accettato di assumersene il finanziamento, a condizione di appropriarsi della prestigiosa istituzione. Poi ancora la politica del traffico, con un continuo braccio di ferro tra la città che vuole limitare e rallentare la circolazione ed il cantone che la vuole libera e scorrevole.

Ora è la polizia. Da quando la signora Rita Fuhrer, dell’Unione democratica di centro (UDC), è stata eletta ministra cantonale della sicurezza e della socialità, non ha mai cessato di rivendicare l’annessione al corpo di polizia cantonale dei servizi di polizia criminale e scientifica della città.

Catalizzatore di questo, come degli altri conflitti tra città e cantone, è il denaro. Dieci anni fa la città aveva i conti in profondo rosso e si lamentava di dover finanziare servizi centrali (cultura, sicurezza, sanità, ecc.) per tutto l’hinterland. Sollecitava quindi l’intervento del cantone.

Il governo cantonale non ha fatto altro che tentare di applicare il principio che chi paga comanda. Con le ovvie complicazioni politiche dovute al fatto che in città la maggioranza politica è rosso-verde, mentre nel cantone è borghese.

Anche nel caso del litigio sulla polizia, i termini non sono cambiati: da una parte le possibilità finanziarie, dall’altra il prestigio di un servizio di polizia scientifica apprezzato anche all’estero; da una parte Rita Fuhrer (e l’UDC), dall’altra la municipale socialista Esther Maurer.

Per non cedere del tutto alle pressioni del cantone, la signora Maurer aveva accettato la creazione della cosiddetta “Urban Kapo”, cioè di una sezione della polizia cantonale con competenze, per i delitti più gravi, anche nella giurisdizione cittadina. Era uno smembramento di fatto della polizia della città, costretta, volente o nolente, a cedere buona parte della sua polizia criminale.

I primi ad opporsi a tale soluzione erano proprio i vertici della polizia cittadina, spalleggiati dal Partito radicale liberale e dai Verdi. Insieme, per impedire lo smembramento, avevano lanciato l’iniziativa per una polizia unica in tutto il cantone (quindi, con la cancellazione di tutte le polizie comunali): progetto sonoramente sconfitto nella votazione popolare di domenica scorsa.

Forte di tale sconfitta degli avversari, ora la signora Fuhrer reclama la pura e semplice annessione al cantone di tutta la polizia criminale zurighese, compresi i servizi scientifici.

Il disegno è quello di lasciare ai comuni le prestazioni di polizia di base, e di costituire per tutto il cantone una sola polizia criminale. Contro tale disegno è insorta la municipale Maurer, che ora rispolvera l’accordo sulla Urban Kapo”.

Ogni ulteriore pretesa “è un atto ostile”, dice la signora Maurer, secondo la quale la cessione al cantone di altre parti della polizia cittadina “non entra neppure in considerazione”. “La discussione sulla “Urban Kapo” è acqua passata”, replica la Fuhrer. La guerra continua.

Silvano De Pietro

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