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Votazioni: ZH, “sì” a suicidio assistito in strutture sanitarie

Keystone-SDA

A Zurigo, le case per anziani, le strutture di cura, gli ospedali e le cliniche di riabilitazione saranno obbligate a consentire il suicidio assistito all'interno delle loro mura. Lo prevede una legge adottata oggi con il 68,1%. La partecipazione è stata del 47,6%.

(Keystone-ATS) La riforma legislativa, elaborata dal Gran Consiglio, fungeva da controprogetto a una iniziativa popolare nel frattempo ritirata. Era contestata da una minoranza borghese e dal Consiglio di Stato, favorevole all’estensione dell’obbligo alle case per anziani e di cura, ma contrario a imporlo anche a ospedali e cliniche di riabilitazione.

Dalla riforma sono invece escluse le strutture psichiatriche e le carceri. Attualmente, l’obbligo vale solo per le case per anziani e di cura gestite dai Comuni o per loro conto.

Con il 59,2% di “no”, gli zurighesi hanno invece respinto la legge che voleva migliorare le condizioni di lavoro degli insegnanti: le ore annue dei docenti responsabili di classe sarebbero passate da 100 a 160 per attività supplementari (colloqui con i genitori e organizzazione di soggiorni scolastici), mentre il fattore delle lezioni da 58 a 59, con più tempo retribuito per la preparazione. Sostenuta dall’associazione dei docenti, la riforma era osteggiata da 99 Comuni e Città – appoggiati da UDC e PLR -, che temevano costi aggiuntivi per 83 milioni di franchi, di cui circa 67 milioni a loro carico.

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