13 morti in attacco di Kiev in Russia, 5 in raid di Mosca a Kharkiv
Un attacco di droni ucraini contro la città di Nizhny Kamsk, nella repubblica del Tatarstan, nella Russia centrale, ha ucciso almeno 13 persone, in uno degli attacchi più letali condotti da Kiev in oltre quattro anni di guerra.
(Keystone-ATS) Secondo le informazioni disponibili diffuse dalle autorità, al momento 13 persone sono state uccise e 39 sono rimaste ferite a seguito dell’attacco con droni, compiuto su “strutture industriali e civili”.
Secondo la portavoce del Comitato investigativo russo Svetlana Petrenko, tra le persone uccise vi è anche un bambino. In precedenza, il Ministero della difesa russo aveva annunciato l’intercettazione di 456 droni durante la notte.
Citato dall’agenzia TASS, Rodion Miroshnik – ambasciatore russo incaricato di seguire i “crimini del regime di Kiev” – ha definito l’attacco di droni in Tatarstan “un crimine di guerra” che “pesa sulla coscienza” degli alleati occidentali dell’Ucraina che la riforniscono di armi.
Il capo della regione Rustam Minnikhanov ha proclamato il lutto per le vittime e convocato una riunione operativa con il governo regionale. Alle strutture sanitarie è stato ordinato di mobilitare personale e mezzi aggiuntivi.
Obiettivo non è casuale
Nizhny Kamsk, città industriale del Tatarstan situata a circa 1’200 chilometri a est del confine ucraino, non è un obiettivo casuale. La città è uno dei maggiori poli petroliferi e petrolchimici della Russia e ospita, tra l’altro, la raffineria TANECO della Tatneft, già presa di mira in precedenti operazioni ucraine.
Secondo diversi media russi, anche la raffineria sarebbe stata colpita nell’attacco odierno. Immagini diffuse sui social mostrano colonne di fumo nell’area industriale, ma l’agenzia Reuters ha precisato di non aver potuto verificarle indipendentemente.
L’impianto TANECO ha lavorato nel 2024 circa 17 milioni di tonnellate di greggio, producendo tra l’altro 2,7 milioni di tonnellate di benzina e 8,5 milioni di tonnellate di gasolio.
Proprio le infrastrutture petrolifere sono diventate negli ultimi mesi uno degli obiettivi prioritari della strategia ucraina di attacchi in profondità. Kiev cerca in questo modo di colpire contemporaneamente le entrate energetiche russe, la produzione di carburanti e il sistema logistico che alimenta le forze armate.
Gli attacchi alle raffinerie hanno contribuito nei mesi scorsi a provocare carenze di carburante in diverse aree della Russia, anche se Mosca sostiene che gran parte delle difficoltà iniziali sia stata successivamente superata.
Cinque morti nella regione di Kharkiv
Il bombardamento segue di un giorno quello su un’altra regione russa, quella di Belgorod, capoluogo dell’omonima regione russa al confine con l’Ucraina, che secondo le autorità locali ha provocato sei morti e 25 feriti, danneggiando strutture commerciali ed edifici residenziali.
Nel frattempo, le autorità ucraine hanno annunciato dal canto loro la morte di cinque persone in un raid aereo russo nella regione di Kharkiv.
“Il 10 agosto, le forze russe hanno effettuato un massiccio attacco di artiglieria contro la zona residenziale del villaggio di Bugaivka, nel distretto di Chuguiv. Diverse case sono state distrutte a seguito dell’attacco nemico. Cinque persone sono rimaste uccise”, ha affermato la procura regionale in una dichiarazione diffusa su Telegram.