2 grammi di alga per salvare un bambino

La spirulina prende il suo nome dalla particolare struttura a spirale. NIES

Un'associazione ginevrina lotta contro la malnutrizione con un'alga microscopica. Piccole dosi bastano per scongiurare i danni di un'alimentazione carente.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 settembre 2006 - 14:06

Da 10 anni, Antenna Technologies studia gli effetti della spirulina e le applicazioni nei paesi dove la malnutrizione uccide migliaia di bambini ogni giorno. A sostenere il suo lavoro sono tuttavia in pochi.

Nelle nazioni industrializzate è utilizzata nelle cure dimagranti o per combattere l'obesità. Nei paesi poveri rappresenta invece un'alternativa ad una morte lenta e silenziosa.

Ma se nel Nord del mondo la spirulina - un'alga blu che cresce nelle acque salmastre poco profonde - è già utilizzata da decenni, nel Sud fatica ad imporsi.

«Oltre a noi, soltanto 3 o 4 organizzazioni non governative hanno perfezionato la tecnica di produzione di spirulina, adattandola alle condizioni di vita, al clima e alle risorse delle regioni bisognose», dice a swissinfo Denis von der Weid, direttore di Antenna Technologies (AT).

Emergenza invisibile

L'UNICEF - il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia - la definisce un'emergenza invisibile: come in un iceberg, la minaccia reale rimane nascosta, sotto la superficie.

I suoi effetti sono però tangibili: la carenza in micronutrienti (vitamine, sali minerali, proteine) si manifesta con ritardi nello sviluppo fisico e intellettivo e con malfunzionamenti a livello immunitario.

Si stima che la malnutrizione colpisca 300 milioni di bambini nel mondo. Per intervenire in loro aiuto - e scongiurare la morte quotidiana di 36'000 giovani vite - non serve inondare il Sud con tonnellate di cibo. Pochi grammi bastano: «1 o 2 grammi al giorno di spirulina per un periodo di 4-6 settimane sono sufficienti per trattare un bimbo malnutrito», osserva von der Weid.

Una vasca per 150 bambini

Dopo 10 anni di ricerca, l'associazione ginevrina ha messo a punto un sistema di produzione in vasche. Una tecnica facilmente sfruttabile nelle zone più svantaggiate.

«Valutiamo dapprima la sostenibilità della produzione ed in seguito elaboriamo le infrastrutture, il terreno di crescita e i dosaggi ideali», ci spiega Jacques Falquet, responsabile scientifico di AT.

«Siamo attivi in una dozzina di paesi e dei nostri programmi beneficiano 30'000 bambini», aggiunge Denis von der Weid.

Sul sito internet di AT si può leggere ad esempio che una vasca di 20 metri quadrati fornisce la quantità di spirulina necessaria per riequilibrare quotidianamente lo stato nutritivo di 150 bambini.

«Bomba» proteica

Il colore verdastro e la consistenza mucillaginosa non invitano ad utilizzarla in cucina. La sua qualità non sta tuttavia nella forma, ma nel contenuto: l'elevato tasso proteico (il doppio rispetto alla soia) e la forte concentrazione di vitamine, ferro e calcio fanno della spirulina un prodotto dalle proprietà nutritive straordinarie.

La microscopica alga è sorprendente anche per un'altra caratteristica: è uno dei pochi organismi a svilupparsi in un ambiente acquatico estremamente alcalino. Una particolarità non da poco, considerando che si tratta di una pianta abituata a crescere alle latitudini tropicali.

«La sua cultura non comporta problemi d'igiene siccome la basicità impedisce lo sviluppo di parassiti», sottolinea Falquet.

Un flagello che non interessa

Facile da produrre, poco costosa e soprattutto portentosa. Con questi presupposti ci si attenderebbe ad una produzione di spirulina su larga scala.

«Purtroppo non è così. Abbiamo lanciato un appello ad altre organizzazioni e all'ONU, ma nessuno si è mosso», rivela il direttore di AT. Tra le giustificazioni più frequenti, il fatto che non essendo né un medicamento né un alimento, la spirulina è una sorta di prodotto ambiguo, che dovrebbe provare anche scientificamente gli aspetti benefici a lei attribuiti.

Secondo von der Weid, la malnutrizione è inoltre un flagello che non suscita interesse. «La gente presta attenzione soltanto quando i bambini muoiono di fame».

Interessante ma non abbastanza

Anche l'industria agro-alimentare non sembra intenzionata a commercializzare il prodotto. «Ho chiesto sostegno a Nestlé, ma mi hanno risposto che non erano interessati», afferma von der Weid senza celare il suo disappunto.

Interrogato sulla questione, il portavoce del colosso alimentare elvetico ci comunica che la spirulina è stata l'oggetto di analisi da parte dei ricercatori di Nestlé, ma per il momento non rientra nel ciclo di produzione.

«È certamente un ingrediente interessante. Per ora ci concentriamo tuttavia su altri prodotti, altrettanto validi», afferma François Perroud.

Sviluppo a lungo termine

Non resta dunque affidarsi ai produttori locali. D'altronde, l'obiettivo di AT non è soltanto di intervenire contro la malnutrizione, ma anche di fornire alternative di sviluppo economico ai paesi più poveri.

«Se non avessimo questa visione a lungo termine, ci limiteremmo ad esportare semplicemente il prodotto», conclude Jacques Falquet.

swissinfo, Luigi Jorio

Fatti e cifre

300 milioni i bambini al mondo che soffrono di malnutrizione.
36'000 i decessi ogni giorno.
Antenna Technologies, creata nel 1989, è attiva in una dozzina di paesi.
Impiega 40 ricercatori e un centinaio di collaboratori locali.
Il suo budget annuo di 400 mila franchi è finanziato da partner privati (50%), fondazioni (20%) e dalla Direzione svizzera dello sviluppo e della cooperazione (30%).

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In breve

Il valore nutritivo e l'effetto curativo dell'alga spirulina (Arthrospira platensis) erano conosciuti già all'epoca degli Aztechi, i quali la raccoglievano da un lago ora scomparso.

La pianta acquatica era considerata una sorta di «cibo degli Dei», capace di fornire rapidamente energia e di aumentare la capacità di resistenza.

La spirulina è stata poi riscoperta negli anni '60 da una spedizione europea in Ciad. Venduta nei mercati locali sottoforma di gallette, la spirulina rappresentava la componente principale della dieta di alcune tribù del deserto.

Oggi è coltivata in vari paesi del mondo, sulla base della tecnica sviluppata dall'associazione elvetica Antenna Technologies.

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