4 milioni per i senzatetto dello tsunami

La casa è una tenda per questo bambino tamil in Sri Lanka Keystone

La Svizzera aiuta con 4,3 milioni di franchi 19 mila famiglie che ospitano parenti rimasti senzatetto dopo lo tsunami in Sri Lanka e in Indonesia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 febbraio 2005 - 17:27

Più efficace dal punto di vista sociale e meno caro della sistemazione in tendopoli, il sistema potrebbe permettere la reintegrazione di 100 mila persone.

L’agenzia governativa DSC (Direzione dello sviluppo e della cooperazione) ha già esperienza di questo tipo di aiuto diretto alle famiglie: grazie all’ambiente famigliare i senzatetto sono in grado di reintegrarsi più velocemente nella vita quotidiana.

Il programma «Cash for Shelter», ovvero soldi in cambio di ospitalità, è già stato impiegato con successo in Kosovo, Cecenia e Mongolia. Ora queste conoscenze verranno messe a frutto anche nelle regioni devastate dallo tsunami.

Una prima fase

Nella prima parte del progetto, 9600 famiglie riceveranno 40 franchi al mese per un periodo di sei mesi. Il primo versamento verrà fatto in marzo. Si tratta di nuclei che hanno già accolto famigliari rimasti senza casa subito dopo lo tsunami, o di persone che hanno annunciato la propria disponibilità.

Tenendo conto del fatto che in media una famiglia è composta di quattro, cinque persone, la sopravvivenza in un campo per sfollati potrà essere evitata a circa 40, 50 mila persone.

In una tappa successiva, la DSC vuole proseguire aiutando chi ripara o ricostruisce la propria abitazione. «Cash for repair» e «Cash for relocation» questi i nomi degli altri progetti.

Svizzeri consulenti Onu

Per una consulenza specifica sul progetto, due specialisti della DSC saranno a disposizione dell’UNHCR (l’alto commissariato Onu per i rifugiati) e dei governi locali.

In totale verranno versati 3,3 milioni di franchi per lo Sri Lanka (di cui 1 milione proveniente dalla Croce rossa, cofinanziatrice del progetto) e 1 milione per l’Indonesia, paese in cui l’aiuto della DSC si limiterà a 3 mesi.

Uno dei motivi per cui il sostegno all’ospitalità nella regione di Aceh è meno importante, è che questa parte dell’isola di Sumatra è una delle più gravemente colpite dal maremoto, e sono rimaste in piedi pochissime case.

In queste condizioni, è dunque anche più difficile trovare famiglie che possano ospitare qualcuno.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

La Svizzera aiuta 19mila famiglie ospitanti per un totale di 4,3 milioni di franchi.
3,3 milioni per lo Sri Lanka, 4,3 per l’Indonesia.
I primi versamenti, di 40 franchi per nucleo famigliare, saranno fatti in marzo.

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In breve

Nelle zone colpite dallo tsunami in Indonesia sono intervenuti 50 soldati svizzeri.

Hanno trasportato tra l’altro 160 tonnellate di materiale di prima necessità.

22 soldati sono già tornati, gli altri sono attesi tra una settimana.

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