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Accordo sui dazi rinfranca gli analisti, più fiducia nell’economia

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Keystone-SDA

Sulla scia dell'accordo di massima raggiunto da Svizzera e Stati Uniti sui dazi gli analisti finanziari si sono fatti più fiduciosi riguardo all'evoluzione congiunturale elvetica.

(Keystone-ATS) È l’indicazione che emerge dall’indice sulle prospettive economiche calcolato da UBS e da CFA Society Switzerland sulla base di un sondaggio fra gli esperti.

L’indicatore principale – emerge dalle informazioni diffuse oggi – si è attestato in novembre a +12,2 punti, in aumento di 19,9 punti rispetto a ottobre e in sensibile recupero anche da agosto (era a -53,8), quando era stato registrato un crollo, dopo l’introduzione di elevate barriere doganali americane contro la Confederazione. L’indice è quindi passato di nuovo in zona positiva, per la prima volta da luglio, ed è ai massimi da gennaio.

Andando nei dettagli, il 36,6% degli interrogati in novembre pronostica un miglioramento della situazione congiunturale nei prossimi sei mesi, il 24,4% scommette su un peggioramento, mentre il 39,0% è convinto che non vi saranno cambiamenti (valori che determinano poi l’indice complessivo: 36,6 meno 24,4 = +12,2). Rispetto a ottobre sono diminuiti i pessimisti (-6,4 punti), sono aumentati gli ottimisti (+13,5 punti) e sono scesi coloro che puntano sullo status quo (-7,2 punti).

Sempre importanti sono i segnali riguardo al rincaro: l’inflazione in Svizzera è vista in aumento dal 14,6% del campione, mentre un analogo 14,6% si aspetta un calo e il 70,7% stabilità. I tassi d’interesse sono attesi fermi nel corto termine (70,7%) e anche sul lungo periodo la quota più consistente (58,5%) punta sull’assenza di variazioni.

Il 46,3% degli interrogati (-7,5 punti rispetto a ottobre) prevede inoltre un incremento dell’indice di borsa elvetico SMI nei prossimi sei mesi, il 26,8% punta su valori stabili e un analogo 26,8% su una contrazione. Sul fronte valutario, il 41,5% si aspetta un rafforzamento del franco rispetto all’euro, nessuno un indebolimento e il 58,5% ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso; nei confronti del dollaro le rispettive quote sono di 61,0%, 12,2% e 26,8%. Riguardo alla disoccupazione il 60,0% vede una crescita dei senza lavoro, il 37,5% una stagnazione e il 2,5% un calo.

Al sondaggio, effettuato fra il 13 e il 19 novembre, hanno partecipato 41 analisti della comunità finanziaria elvetica. L’inchiesta in questione viene realizzata dal gennaio 2017: fino all’agosto 2023 partner di CFA – un’associazione di professionisti dell’investimento che ha radici americane – era Credit Suisse, ora è UBS, banca che ha rilevato il concorrente.

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