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Addio anni bui della pandemia, per gli ostelli un 2022 da record

Gli ostelli permettono di viaggiare in modo economico. KEYSTONE/PETER KLAUNZER sda-ats

(Keystone-ATS) Aumenta fortemente l’attività negli ostelli per la gioventù svizzeri, che nel 2022 si sono lasciati alla spalle il precedente difficile biennio pandemico: l’anno scorso è stato registrato un numero record di 752’000 pernottamenti, il 2% in più del 2019 pre-Covid.

In un comunicato diramato oggi l’associazione di categoria SJH non esita a parlare di un boom in atto, favorito dal ritorno delle scolaresche, dei gruppi di viaggiatori e dei turisti internazionali. La crescita delle notti ha stimolato anche i ricavi, che complessivamente sono saliti a 54 milioni di franchi, 7 milioni in più del 2019.

Anche le indicazioni più recenti appaiono rallegranti. “Gli arrivi e le prenotazioni della prima stagione invernale normale dopo quella del 2018/2019 sono promettenti”, afferma la presidente di SJH Janine Bunte, citata nella nota. Intanto le strutture evolvono: è stata ampliata l’offerta nell’ambito della ristorazione, ad esempio con nuovi menù a tre portate, grazie ai quali è stato possibile ridurre significativamente (circa del 40%) le emissioni di CO2, e con l’introduzione di chioschi self-service.

SJH è una rete che comprende 42 ostelli propri e 7 in franchising, ospitati in stabili che vanno dal palazzo romantico sino alla strutture di design urbano. L’organizzazione – che afferma di promuove un turismo giovanile e familiare attento alla qualità, sostenibile e conveniente – vede avvicinarsi un traguardo importante: nell’aprile 2024 raggiungerà infatti il secolo di vita.

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