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Analisi VOX: su finanziamento aggiuntivo AI determinante parola d’ordine partiti

(Keystone-ATS) BERNA – A fare la differenza nella votazione federale del 27 settembre sul finanziamento aggiuntivo dell’assicurazione invalidità (AI) è stato il rispetto della parola d’ordine dei partiti: gli schieramenti di centro-sinistra – favorevoli alla proposta – hanno infatti avuto la meglio sulla destra, che raccomandava di respingerla. Per quel che riguarda l’altro oggetto in votazione – la rinuncia all’iniziativa popolare generica -, l’orientamento politico non ha giocato alcun ruolo. Lo rileva l’analisi VOX, pubblicata oggi.
Sulla proposta di finanziamento aggiuntivo dell’AI, i votanti hanno chiaramente seguito le raccomandazioni dei loro partiti: i simpatizzanti di PS e Verdi l’hanno chiaramente approvata, ma anche la maggioranza dei simpatizzanti di PPD e PLR hanno messo un “sì” nell’urna. L’elettorato UDC e dei piccoli partiti di destra l’hanno invece massicciamente bocciata.
L’analisi ha pure mostrato che anche la fiducia nel governo ha avuto un effetto significativo sulla decisione di voto. Chi “crede” nel Consiglio federale, ha seguito i consigli contenuti nell’opuscolo informativo. Chi invece non si fida dell’Esecutivo, non ne ha tenuto conto.
Gli avversari al finanziamento aggiuntivo dell’AI hanno soprattutto avanzato l’argomento dell’aumento delle imposte. I favorevoli alla proposta non hanno sottovaluto questo problema, ma hanno privilegiato la volontà di risanare l’AI.
Per quel che concerne la votazione sulla rinuncia all’iniziativa popolare generica, l’analisi VOX mostra che la proposta ha incontrato un interesse ridottissimo. Gran parte dei votanti non sapeva niente o quasi del suo contenuto. Anche tra coloro che si sono recati alle urne, solo la metà sapeva esattamente di che cosa di trattasse. A far pendere la bilancia per il “sì”, è stata soprattutto la raccomandazione di Consiglio federale e Parlamento.
L’analisi VOX è stata condotta dall’Istituto di ricerca gfs.berna negli undici giorni successivi alla votazione su un campione di 1007 persone aventi diritto di voto: di queste, il 70% proveniva dalla Svizzera tedesca, il 24% dalla Romandia e il 6% dalla Svizzera di lingua italiana. Il margine d’errore è del +/- 3%.

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