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Fiori della Max Havelaar con il marchio ‘commercio equo’

swissinfo.ch

Un fiore su quattro comprato in Svizzera è coltivato nelle zone tropicali dei Paesi in via di sviluppo. Si tratta di un lavoro con turni estenuanti e mal retribuiti, generalmente affidato a donne. Per migliorare le condizioni di vita di queste operaie, la Fondazione Max Havelaar ha lanciato martedì sul mercato fiori con il marchio che garantisce un 'commercio equo'.

Dopo il caffè, il tè, il cacao, il cioccolato, lo zucchero, il miele, le banane ed il succo di arancia, la fondazione umanitaria venderà rose ed altri fiori con il famoso marchio nei supermercati di Migros e Coop nonché nei negozi Vogt e Blume 3000, sottolineano i responsabili della campagna.

Queste piante provengono generalmente dallo Zimbabwe e dal Kenya. I fiori recisi all’alba arrivano in Svizzera il giorno dopo. Migliaia di persone, soprattutto madri con figli, potranno usufruire del supplemento di prezzo pagato dai consumatori.

La Fondazione Max Havelaar è stata creata nel 1992 e gode dell’appoggio delle Chiese e delle principali organizzazioni umanitarie svizzere. Gli elvetici sono il popolo che spende di più per i fiori: l’anno scorso ne hanno comprato per 124 franchi a testa.

A livello mondiale, le vendite di fiori recisi costituiscono un fatturato annuale di ben quattro miliardi di dollari (quasi sette miliardi di franchi). L’Olanda è il primo esportatore mondiale, ma molti fiori provengono anche dai Paesi del Terzo mondo.

swissinfo e agenzie

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