The Swiss voice in the world since 1935

L’OMS a un bivio strategico in vista della corsa alla direzione 

Il nuovo direttore dell'OMS dovrà affrontare tagli al bilancio e ridefinire il proprio ruolo.
La nuova direzione dell'OMS dovrà affrontare difficoltà di bilancio e ridefinire il ruolo dell'agenzia delle Nazioni Unite. Martial Trezzini / Keystone

La scelta di chi guiderà l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) si apre in un momento in cui l’agenzia deve fare i conti con tagli di bilancio, tensioni interne e interrogativi fondamentali sul proprio ruolo. 

Secondo il calendario ufficiale, le candidature per il prossimo direttore generale si apriranno tra aprile e maggio 2026, mentre la nomina finale è prevista per maggio 2027. 

Sebbene il processo sia ancora nelle fasi iniziali, le sfide che l’organizzazione con sede a Ginevra sta affrontando stanno già delineando una competizione che si preannuncia altamente politicizzata. 

Tedros Adhanom Ghebreyesus guida l’OMS dal 2017 ed è stato rieletto nel 2022. Il suo mandato è stato segnato dalla pandemia di Covid-19, durante la quale ha aumentato la visibilità dell’organizzazione, ma ha anche dovuto affrontare critiche sulla gestione iniziale dell’epidemia e sui rapporti dell’OMS con la Cina. 

Il modello di finanziamento di questa agenzia dell’ONU dipende fortemente dai contributi volontari, rendendo l’organizzazione vulnerabile ai cambiamenti politici. Gli Stati Uniti, storicamente il maggiore donatore, hanno avviato nel 2025 una procedura formale di ritiro, provocando una crisi finanziaria che ha costretto l’istituzione a ridurre bilancio e personale. 

Quest’anno 2026 l’OMS deve affrontare un taglio del budget del 21% e una riduzione fino al 25% della forza lavoro.

Contenuto esterno

Personale sotto pressione 

All’interno dell’agenzia, le conseguenze dei recenti tagli si fanno sentire in tutti i dipartimenti. 

Un membro del team di esperti tecnici impiegato nell’organizzazione da sei anni, e che ha chiesto di restare anonimo per timore di perdere il lavoro, descrive l’atmosfera come “molto tesa” dopo le significative riduzioni di personale. 

“Abbiamo perso il 40% del nostro team, ma il carico di lavoro non è cambiato”, spiega. “Alcuni programmi sono stati semplicemente interrotti da un giorno all’altro. L’organizzazione ha preso atto dei tagli, ma non che questi abbiano ridotto la sua capacità operativa”. Secondo la stessa fonte, le riduzioni sono state attuate quasi da un giorno all’altro, colpendo spesso prima consulenti e contratti a breve termine, piuttosto che rivalutare in maniera strategica le priorità. 

Il risultato, aggiunge, è un sistema sotto forte pressione, in cui i team sono costretti a passare continuamente dalle emergenze al lavoro di lungo termine. “Oggi dobbiamo scegliere: rispondiamo a un’emergenza sul terreno oppure ci concentriamo sulle linee guida? Non riusciamo più a fare bene entrambe le cose.” 

Più in generale, l’attuale situazione ha riacceso un dibattito di lunga data su quali dovrebbero essere le priorità dell’OMS. 

Un dilemma strategico: norme o operazioni? 

Suerie Moon, codirettrice del Global Health Centre del Graduate Institute di Ginevra, ritiene che la crisi dei finanziamenti costringerà inevitabilmente l’organizzazione a ridefinire il proprio ruolo. 

“Una delle grandi questioni sollevate dai tagli di bilancio riguarda le funzioni fondamentali dell’OMS”, afferma. 

Gli Stati membri sono divisi. Alcuni privilegiano il ruolo dell’OMS nella definizione di standard e linee guida globali in materia di salute, mentre altri si aspettano che svolga una funzione più operativa, fornendo sostegno diretto durante le crisi. Secondo Moon, il dibattito sulle priorità dell’organizzazione va avanti da anni: i Paesi ad alto reddito tendono a sostenere un ruolo più normativo, mentre quelli in via di sviluppo attribuiscono maggiore valore al supporto operativo. 

Finora i tagli sono stati applicati “trasversalmente”, spiega Moon, lasciando tutte le aree dell’organizzazione “fortemente sotto pressione”. 

Ma poiché è improbabile che le risorse tornino rapidamente ai livelli precedenti, il prossimo direttore generale potrebbe dover compiere scelte più nette. 

Un ruolo politico in un mondo frammentato 

Oltre alle difficoltà interne, l’OMS opera in un contesto geopolitico sempre più complesso. 

“Il ruolo di direttore generale è davvero difficile”, osserva Moon. “Bisogna essere politici, leader e diplomatici.” 

La funzione richiede di bilanciare gli interessi di quasi 200 Stati membri, mantenendo al tempo stesso la credibilità scientifica e garantendo i finanziamenti in un contesto sempre più competitivo. 

Il mandato di Tedros Adhanom Ghebreyesus ha messo in evidenza la natura politica dell’incarico, soprattutto durante la pandemia di Covid-19, quando l’OMS ha dovuto gestire le tensioni tra grandi potenze cercando al contempo di preservare la propria autorevolezza scientifica. 

Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus illustra ai media le modalità di sbarco dei passeggeri della nave da crociera MV Hondius nel porto di Granadilla de Abona, a Tenerife, in Spagna, il 10 maggio 2026.
Il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus illustra ai media le modalità di sbarco dei passeggeri e delle passeggere della nave da crociera MV Hondius a Tenerife, in Spagna, il 10 maggio 2026. Alberto Valdes / Keystone

In un recente articolo pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, Ellen ’t Hoen, direttrice di Medicines Law and Policy, osserva che il prossimo capo dell’OMS dovrà “rafforzare il ruolo multilaterale dell’agenzia in un mondo in cui il multilateralismo è sotto pressione”, mentre le responsabilità in materia di salute globale sono sempre più disperse tra attori concorrenti. 

Il giornalista di The Lancet John Zarocostas riferisce inoltre che tra il personale diplomatico esperto di salute circolano già diversi nomi, tra cui Jarbas Barbosa da Silva Jr, direttore dell’Organizzazione panamericana della sanità; Hanah Balky, direttrice regionale dell’OMS per il Mediterraneo orientale; e il ministro della Salute indonesiano Budi Gunadi Sadikin. 

La necessità di una leadership forte 

Nonostante le difficoltà, Moon non ritiene che la rilevanza dell’OMS sia in discussione. 

“Resta l’organizzazione centrale per la salute globale”, afferma, sottolineando in particolare l’autorità unica dell’agenzia nel dichiarare emergenze sanitarie mondiali. 

Durante la pandemia di Covid-19, l’OMS ha dichiarato un’emergenza sanitaria globale nel gennaio 2020 e successivamente ha definito il Covid-19 una pandemia. L’agenzia ha coordinato linee guida globali, sforzi di ricerca e iniziative per l’accesso ai vaccini come Covax. 

In futuro, la capacità dell’OMS di svolgere questo ruolo potrebbe dipendere in larga misura da chi ne assumerà la guida nel 2027. 

Per la nostra fonte anonima, la priorità è chiara: una leadership più forte e una direzione più definita. 

“Abbiamo bisogno di qualcuno capace di prendere decisioni”, afferma. “Qualcuno che sappia decidere su cosa l’OMS debba concentrarsi e abbia il coraggio di portare avanti queste scelte.” 

Altri sviluppi

Dibattito
Moderato da: Dorian Burkhalter

Il settore umanitario ha ancora un futuro? Come dovrebbe essere?

Diversi Paesi, tra cui gli Stati Uniti e la Svizzera, hanno tagliato i loro bilanci per gli aiuti, facendo precipitare il settore in una crisi esistenziale. Di fronte a questa situazione, quali strade dovrebbero esplorare gli umanitari? Vorremmo sentire il vostro parere.

18 Mi piace
17 Commenti
Visualizza la discussione

A cura di Virginie Mangin/ds

Traduzione con il supporto dell’IA/sibr 

Per alcuni dei nostri contenuti, utilizziamo degli strumenti di traduzione automatica.  

Ogni articolo tradotto in questo modo è in seguito verificato in dettaglio da un/a giornalista in modo da garantire l’esattezza del contenuto. L’utilizzo di strumenti di traduzione automatica ci permette di dedicare più tempo alla redazione di articoli approfonditi.  

Qui potete trovare più dettagli sul nostro modo di lavorare con l’intelligenza artificiale.  

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR