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Unaxis cede Pilatus; garantiti gli impieghi

Il Pilatus PC 9 fabbricato a Stans è stato in passato al centro di polemiche perché usato per scopi militari in regioni di crisi. Keystone

Unaxis Holding (ex-Oerlikon-Bührle) ha annunciato la vendita di Pilatus ad un gruppo di investitori, in maggioranza svizzeri. Non è ancora noto il prezzo della transazione la cui conclusione è prevista per la fine di gennaio.

Soddisfazione è stata espressa a livello politico per la soluzione adottata che garantisce gli impieghi in Svizzera.Fra gli acquirenti figurano gli investitori Jörg Burkart (Zurigo) ed Hilmar Hilmarsson (Greppen, LU), la holding IHAG (Zurigo) e la cassa di pensione di Hofmann-La Roche a Basilea, precisa la direzione di Unaxis.

La stessa Unaxis sottolinea che fino a conclusione dell’operazione, nessuna somma sulla transazione sarà resa nota. Il gruppo di acquirenti si è già impegnato a conservare l’attuale direzione.

Il noto fabbricante di aerei di Stans (Nidvaldo) era fino ad oggi una filiale al 100 per cento del gruppo ex Oerlikon-Bührle, ribattezzato Unaxis lo scorso aprile, la cui produzione è oggi fortemente orientata sulle tecnologie d’avanguardia.

I futuri proprietari vogliono proseguire le attività di Pilatus sotto forma di società indipendente, che dovrebbe essere quotata in Borsa già nei prossimi anni.

Willy Kissling, presidente del consiglio di amministrazione di Unaxis, è soddisfatto della soluzione di vendita ad un gruppo di investitori a maggioranza svizzero, una soluzione – sottolinea Willy Kissling – che dovrebbe soddisfare gli interessi della clientela, dei dipendenti di Pilatus e del cantone di Nidvaldo.

Il presidente di Unaxis ritiene che la scelta fatta dalla direzione del gruppo sia tale da garantire una prospettiva di crescita e di indipendenza all’impresa ed il mantenimento degli impieghi in Svizzera ed all’estero. «Abbiamo in questo modo realizzato il nostro obiettivo, sia nell’ottica di Pilatus sia in quella di Unaxis», osserva ancora Willy Kissling.

Soddisfatte anche le autorità cantonali nidvaldesi ed il Dipartimento federale della difesa. Meinrad Hofmann, direttore dell’economia pubblica del canton Nidwaldo, sottolinea che la vendita ad operatori in prevalenza svizzeri garantisce la continuazione delle attività a Stans e la stabilità dell’impiego. «È un bellissimo regalo di Natale anticipato per il nostro cantone», afferma Meinrad Hofmann.

Anche il DDPS ha accolto favorevolmente la decisione e plaude alla soluzione adottata che garantisce la manutenzione in Svizzera degli aerei Pilatus dell’esercito.

Fondata nel 1939 per assistere le forze aeree svizzere, l’azienda di Stans si è rapidamente lanciata con successo in una produzione propria. Molti suoi aerei usciti dalle sue fabbriche in oltre mezzo secolo di vita sono stati venduti anche all’estero sia per usi civili che militari.

Quest’ultimo punto ha destato non poche polemiche in Svizzera e causato qualche problema a Pilatus: il costruttore è stato infatti criticato per aver venduto suoi aerei – segnatamente i mitici PC-6 Porter e PC-7 – a Paesi che li hanno poi convertiti per scopi bellici. La società nidvaldese è stata accusata di aver aggirato in questo modo le leggi svizzere sul materiale di guerra.

Malgrado il grande successo della sua produzione, ed in particolare della serie di PC-6, PC-7 e PC-9, Pilatus ha attraversato all’inizio degli anni Novanta un periodo travagliato che ha causato alla ditta seri problemi finanziari. Nel 1991 l’azienda è stata costretta a sopprimere 200 posti di lavoro, un taglio motivato dalle difficoltà di mercato.

La società torna in zona utile nel 1995 grazie al suo ultimo ‘gioiello’, il PC-12, di cui sono stati venduti finora oltre 200 esemplari. L’anno scorso Pilatus ha realizzato un fatturato di 435 milioni di franchi, in rialzo del 13 per cento rispetto al 1998. L’utile operativo è salito del 9 per cento a 12 milioni di franchi. Alla fine del 1999 l’azienda impiegava nel mondo intero oltre un migliaio di persone, di cui circa 900 soltanto in Svizzera.

swissinfo e agenzie

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