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Democrazia diretta in Svizzera

ATA: “governo punta su autostrade, ignora il voto popolare”

autostrada in svizzera
Keystone-SDA

Il Consiglio federale insiste sulle autostrade, ignorando un chiaro verdetto popolare.

(Keystone-ATS) È la reazione dell’Associazione traffico e ambiente (ATA) alla presentazione odierna di “Trasporti 45”, il progetto che presenta gli obiettivi dell’esecutivo in materia di infrastrutture stradali e ferroviarie.

Nonostante il chiaro segnale inviato dalla popolazione con il no al potenziamento delle autostrade espresso in una recente votazione il governo intende mantenere in calendario – seppur in tempi successivi – i progetti di espansione a Berna, Basilea e nella Svizzera orientale, lamenta l’organizzazione in un comunicato odierno. Inoltre vorrebbe procedere con gli ampliamenti nel canton Argovia.

“La popolazione ha chiesto uno stop, ma il Consiglio federale ignora questo verdetto e prosegue come prima: è un affronto alla democrazia diretta e una pericolosa scelta a spese delle generazioni future”, afferma la co-presidente dell’ATA Jelena Filipovic, citata nella nota. “Inoltre si sperperano soldi”, aggiunge la politica ecologista e presidente del consiglio comunale di Berna.

L’ATA sottolinea come una recente indagine dell’istituto Demoscope, commissionata proprio dall’associazione, mostri che quasi il 60% della popolazione chiede investimenti nel potenziamento dei trasporti pubblici e delle piste ciclabili, anziché in nuove autostrade. Un futuro sostenibile per la mobilità si può raggiungere attraverso un migliore utilizzo delle infrastrutture esistenti.

Invece di una mobilità rispettosa del clima, del territorio e delle persone, il Consiglio federale punta sulla vecchia ricetta superata: più numerose (e più larghe) strade, più traffico, più espansione e più CO2, argomenta l’ATA. L’organismo chiede ora al parlamento di correggere la rotta.

La battaglia non è finita. L’ATA annuncia che si opporrà fermamente alle intenzioni del governo nella prossima procedura di consultazione e che, se il pacchetto di misure dovesse rimanere così com’è abbozzato oggi, promuoverà un nuovo referendum per contrastarlo.

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