Atene festeggia il museo "svizzero" dell'Acropoli

Bernard Tschumi davanti alla sua creazione Keystone

La capitale greca inaugura sabato il nuovo museo dell'Acropoli, progettato dall'architetto svizzero Bernard Tschumi. Tra gli ospiti, anche il ministro elvetico della cultura Pascal Couchepin.

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 giugno 2009 - 08:22

Il ministro dimissionario ha espresso a swissinfo.ch la sua soddisfazione di poter effettuare un ultimo viaggio ufficiale in Grecia all'insegna della cultura. Couchepin si è in particolare detto onorato di partecipare, nella sua veste ufficiale, all'inaugurazione di un'opera a cui ha contribuito uno svizzero.

In occasione della sua trasferta greca, il consigliere federale vallesano ha inoltre espresso l'intenzione di rafforzare la presenza della Confederazione a livello internazionale, ampliandone la rete di contatti.

Pascal Couchepin non sarà comunque l'unico invitato di riguardo: alla cerimonia d'apertura del museo – iniziato nel 2005 e costato 130 milioni di euro – parteciperanno infatti i capi di Stato di almeno una ventina di paesi europei e dell'area mediterranea.

Minimalista e contemporaneo

La Grecia è fiera del suo nuovo museo, anche se la pianificazione e la realizzazione della struttura hanno richiesto molti anni. Basti pensare che l'idea era stata lanciata nel 1989, e il verdetto del concorso internazionale è giunto nel 2002.

Pure l'inaugurazione – inizialmente prevista per le Olimpiadi del 2004 – ha dovuto essere rinviata a più riprese a causa dei ritardi per questioni giuridiche e logistiche.

Il ministro greco della cultura Antonis Samaras ha dal canto suo definito «un gioiello» l'edificio ideato dal franco-svizzero Bernard Tschumi. Secondo Samaras, la cerimonia del 20 giugno sarà un vero e proprio «evento mondiale».

Situato proprio sotto il Partenone, il museo è composto di tre elementi sovrapposti. La superficie totale è di circa 25'000 m2. L'importante presenza di vetro permette di avere al suo interno molta luce naturale: «L'architettura vuole essere minimalista e contemporanea. Occorreva una scenografia per valorizzare le sculture senza sovrastarle», ha spiegato Tschumi all'Agenzia telegrafica svizzera.

Vestigia antiche in un involucro moderno

La struttura è realizzata in cemento, che – nelle intenzioni di Tschumi – assorbe la luce riflessa dalle sculture «rendendole ben visibili e ancora più belle». Il progettista ha poi sottolineato le diverse sfide tecniche costituite da un simile edificio, in particolare la gestione del calore estivo e il pericolo di terremoti.

Per contenere gli effetti della canicola sono stati inseriti nelle vetrate diversi piccoli punti scuri, mentre il sistema antisismico scelto è già utilizzato in Giappone e California.

Capolavori contesi

Uno dei principali gioielli custoditi dal museo è la metà del fregio che ornava la facciata del Partenone. L'altra metà, di cui la Grecia chiede la restituzione sin dagli anni Sessanta, si trova ancora al British Museum di Londra: all'inizio del XIX secolo, l'allora ambasciatore britannico a Istanbul trasportò in Inghilterra molti elementi pregiati dell'Acropoli e del Partenone. Gli spazi vuoti nel nuovo museo sono perciò riempiti con copie in gesso.

La Gran Bretagna ha finora sempre affermato che in Grecia non vi erano strutture adeguate per ospitare i preziosi reperti: una lacuna colmata, a detti dei greci, grazie all'edificio di Tschumi. Anche in quest'ottica, la grandiosa festa d'inaugurazione di sabato costituisce una sorta di mezzo di pressione per ottenere la tanto desiderata restituzione.

Gaby Ochsenbein, swissinfo.ch
(traduzione e adattamento: Andrea Clementi)

BERNARD TSCHUMI

Nato a Losanna nel 1944, ha studiato architettura al Politecnico federale di Zurigo. In seguito, è stato professore alle università di Londra, Princeton e New York.

Tschumi gestisce due studi d'architettura, a Parigi e a New York.

Tra le sue opere principali figurano la Blue Tower di New York, il Parc de la Villette di Parigi, la Scuola di architettura di Miami e la Scuola cantonale d'arte di Losanna.

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