BancaStato: ricavi in calo, pesano tassi e contesto macro
Affari correnti in calo nel primo semestre per la Banca dello Stato del Cantone Ticino.
(Keystone-ATS) L’istituto ha visto i ricavi scendere (su base annua) del 6% a 153 milioni di franchi, mentre il risultato d’esercizio si è contratto del 22% a 97 milioni. Grazie a proventi straordinari l’utile netto è invece rimasto praticamente stabile a 48 milioni (+1%).
Sui ricavi ha inciso l’attuale livello dei tassi di riferimento e il contesto macroeconomico impegnativo, spiega l’istituto in un comunicato odierno. Le entrate si situano comunque “a un ottimo livello” da un punto di vista storico, argomenta la dirigenza. I crediti ipotecari sono aumentati nuovamente (+1,9% a 13,1 miliardi) e lo stesso hanno fatto i patrimoni gestiti (+4,1% a 25,1 miliardi) nonché gli afflussi netti (554 milioni).
I risultati “sono certamente positivi e mostrano la bontà del nostro modello di affari anche di fronte a margini commerciali ai minimi termini”, commenta il presidente della direzione Fabrizio Cieslakiewicz, citato nella nota. A suo avviso si è di fronte a dati “per cui nutrire reale soddisfazione”. La banca prevede peraltro che il secondo semestre non si discosti da quanto osservato nella prima parte dell’anno, a meno di eventi imprevisti.
La Banca dello Stato del Cantone Ticino nacque nel 1915, per far fronte alle grandi turbolenze che caratterizzavano il mondo bancario ticinese, con diversi istituti in difficoltà e costretti a chiudere. In totale i ticinesi – è lo stesso sito dell’azienda che lo racconta – persero in quei momenti circa 40 milioni di franchi di risparmi, quasi la metà delle loro economie depositate negli istituti di credito del cantone. Dapprima concentrata solo in ambito ipotecario, dal 1961 la Banca dello Stato si aprì anche ai crediti senza copertura. La transizione verso una vera e propria banca universale è avvenuta solo nel 2003.