BNS: non vi è necessità di rafforzare gli interventi sul mercato
La Banca nazionale svizzera (BNS) non ritiene necessario aumentare la disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi.
(Keystone-ATS) È quanto emerge dalla sintesi delle discussioni avvenute in occasione dell’ultima decisione sui tassi d’interesse, il 23 settembre scorso, quando il costo del denaro era stato lasciato invariato allo 0,0%.
In giugno l’istituto aveva segnalato una maggiore disponibilità a intervenire in ambito valutario, ma tre mesi più tardi ha rinunciato a questa formulazione: secondo il riassunto dei verbali dell’ultima seduta pubblicati oggi il contesto attuale non giustifica più una simile misura.
La BNS motiva la propria valutazione con un aumento solo contenuto delle pressioni inflazionistiche a medio termine e con effetti di secondo impatto ancora poco evidenti legati al rincaro dell’energia. Finora, infatti, non si osservano segnali significativi di ripercussioni sui prezzi di altri beni e servizi, come pure sui salari. Se tuttavia le quotazioni del petrolio dovessero restare elevate a lungo aumenterebbe il rischio di un’estensione del rincaro, mettono in guardia gli specialisti.
Nel corso della discussione i vertici della BNS hanno anche esaminato le possibili conseguenze sul mercato del lavoro della diffusione dell’intelligenza artificiale (IA). L’uso crescente di queste tecnologie potrebbe accrescere la disoccupazione strutturale e frenare i consumi, è stato detto: l’istituto ritiene però prematuro formulare conclusioni definitive. “La disoccupazione nel settore dei servizi, ad esempio nei comparti informatico e finanziario, si attesta attualmente a un livello leggermente più elevato di quello che ci si aspetterebbe in base alla situazione congiunturale”, ricordano peraltro gli esperti. “Non è però chiaro se ciò sia da ricondurre all’IA o ad altre cause”, concludono.
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