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Borsa svizzera: chiude in netto ribasso, SMI -1,49%

Non è stata una giornata favorevole. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats

(Keystone-ATS) La borsa svizzera chiude la seduta di metà settimana in netto ribasso: l’indice dei valori guida SMI ha terminato a 10’904,85 punti, in flessione dell’1,49% rispetto a ieri, mentre il listino allargato SPI ha perso l’1,34% a 14’058,15 punti.

La notizia del giorno era il tanto atteso dato sull’inflazione americana: i prezzi al consumo sono saliti del 9,1% su base annua, più di quanto si aspettassero gli analisti, e hanno segnato il maggior rialzo dal novembre 1981. Questo spinge gli esperti a pronosticare una marcata stretta monetaria da parte della Federal Reserve: è previsto a breve un rialzo di 0,75 punti del tasso di riferimento.

I mercati hanno reagito inizialmente in modo molto negativo alle cifre diffuse a Washington, ma in seguito si è assistito a un certo recupero. L’atmosfera generale rimane peraltro tutt’altro che positiva: il timore largamente condiviso è che il cambiamento delle politiche monetarie praticate dalla banche centrali comporterà un’inevitabile recessione globale. Lo stesso Fondo monetario internazionale (FMI), per bocca della direttrice generale Kristalina Georgieva, ha detto che “il 2022 sarà duro e il 2023 sarà probabilmente ancora più duro”.

I movimenti delle placche tettoniche finanziarie mondiali non stanno naturalmente risparmiando la piazza elvetica. A livello di singoli titoli, particolarmente sotto pressione sono apparsi i bancari Credit Suisse (-3,78% a 5,29 franchi) e UBS (-3,10% a 15,34 franchi), che hanno sofferto per un giudizio settoriale di Morgan Stanley. Male orientati si sono rivelati anche gli assicurativi Zurich (-1,97% a 417,00 franchi), Swiss Re (-1,46% a 72,82 franchi) e Swiss Life (-0,86% a 475,40 franchi). La giornata si è rivelata da dimenticare pure per Partners Group (-2,54% a 874,80 franchi).

Le vendite hanno interessato comunque anche i valori particolarmente dipendenti dalla congiuntura quali Holcim (-1,47% a 40,95 franchi), ABB (-1,44% a 25,95 franchi), Sika (-2,60% a 220,90 franchi) e Geberit (-0,93% a 471,20 franchi). Nel segmento del lusso ha arretrato Richemont (-0,78% a 101,80 franchi), mentre in ambito tecnologico ha perso pesantemente terreno Logitech (-3,29% a 51,16 franchi).

Per una volta nemmeno i pesi massimi difensivi Nestlé (-1,57% a 113,82 franchi), Roche (-0,97% a 325,20 franchi) e Novartis (-1,76% a 81,46 franchi) sono riusciti a nuotare contro corrente. Ha galleggiato unicamente Swisscom (+0,11% a 531,80 franchi), impresa che agisce in regime di semi-monopolio di fatto.

Nel mercato allargato vanno segnalati i risultati semestrali record di VAT (+2,02% a 232,60 franchi). Molecular Partners (+0,16% a 6,26 franchi) rischia di essere confrontata con cause legali negli Stati Uniti ed è arrivata a perdere il 6%, per poi virare in positivo. Polypeptide (-13,79% a 38,90 franchi) ha continuato a subire l’impatto dell’avvertimento sugli utili diffuso ieri, quando il valore è crollato del 39%.

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