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Bruel: Paléo Festival evoca “comportamento inaccettabile” nel 2019

Keystone-SDA

Nuovi sviluppi in Romandia del caso Patrick Bruel. Il Paléo Festival ha indicato oggi che un "comportamento inaccettabile" era stato segnalato da una volontaria durante la presenza del celebre cantante francese nel 2019.

(Keystone-ATS) All’epoca era stato possibile concludere un accordo tra quest’ultima e Bruel.

Nonostante ciò e sebbene il cantante non fosse in programma nell’edizione 2026 del Paléo Festival, gli organizzatori hanno affermato in un comunicato sui social network che “va da sé che non collaboreremo più Patrick Bruel”.

Queste dichiarazioni fanno seguito alle rivelazioni del programma dell’emittente francese TF1 “Sept à Huit” trasmesso ieri, secondo cui una massaggiatrice volontaria del Paléo ha denunciato il comportamento del cantante durante un massaggio organizzato dietro le quinte del festival di Nyon (VD), il 28 luglio 2019.

I responsabili del festival hanno allora deciso di comunicare sull’argomento sui social network, ripresi successivamente da diversi media. “Per noi era importante comunicare che sosteniamo e crediamo alla nostra collaboratrice”, ha precisato il Paléo all’AFP, per spiegare le ragioni che lo hanno spinto a comunicare.

“Fatti gravi”

Nel 2019, “la settimana successiva al festival, siamo stati informati di un comportamento inaccettabile dell’artista nei confronti di una volontaria (…). I fatti riportati erano gravi e la sua testimonianza è stata presa molto seriamente”, si legge nel comunicato.

“Le abbiamo prima proposto un accompagnamento psicologico, poi un sostegno dal punto di vista legale incoraggiandola a sporgere denuncia”, viene spiegato. “La nostra volontaria ha avviato un procedimento giudiziario che si è concluso nel 2022 con un accordo tra le parti. Abbiamo rispettato la sua decisione così come il suo desiderio di riservatezza”, viene ancora precisato.

I responsabili del festival hanno aggiunto che “nessun fatto di questa natura” era stato loro segnalato durante le precedenti presenze dell’artista francese a Nyon.

Prevenzione rafforzata

“Parallelamente abbiamo rafforzato i nostri dispositivi di prevenzione e di presa a carico delle vittime di violenze, in particolare con l’introduzione della procedura “Angela” dal 2022, formazioni specifiche per i nostri team, così come un’evoluzione della nostra politica di accoglienza degli artisti”, hanno sottolineato ancora gli organizzatori. “Nessuna forma di violenza ha posto al Paléo”, hanno insistito.

Secondo la trasmissione “Sept à Huit”, Bruel avrebbe versato, in seguito all’accordo concluso con la volontaria, diverse migliaia di euro a un’associazione di aiuto alle donne immigrate. Il programma indica che l’avvocato del cantante ha confermato l’accordo.

“Non c’è stato alcun gesto da parte di Patrick Bruel nei suoi confronti. È stata proposta una conciliazione dalla procura, come d’uso in Svizzera, per accuse minori. È stata accettata dalla denunciante e da Patrick Bruel”, ha dichiarato il suo avvocato, Christophe Ingrain, in una nota scritta letta da un giornalista nel programma.

E Pully e Friburgo?

Il cantante francese deve lanciare il suo tour il 16 giugno al Cirque d’Hiver a Parigi, poi passare in numerose città francesi, in Svizzera e in Belgio. È stato nel frattempo invitato da diversi sindaci, in particolare quelli di Parigi e Marsiglia, a rinunciare a esibirsi nelle loro città, a causa di quattro denunce per stupro in Francia e di un’inchiesta giudiziaria per aggressione sessuale in Belgio. Bruel contesta tutti i fatti che gli sono contestati.

Tre concerti del cantante, previsti a dicembre in Québec, sono stati annullati. In Svizzera, gruppi femministi chiedono l’annullamento dei suoi concerti, previsti il 25 giugno al Pully Live Festival e il 26 giugno al Bellarena Indoor Festival a Friburgo.

Le autorità comunali di Pully (VD), contattate venerdì dall’agenzia Keystone-ATS, non hanno ancora risposto fino a oggi.

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