Il commercio delle armi scoppia di salute
Nel corso del primo semestre dell'anno, le esportazioni svizzere di materiale bellico hanno fatto segnare un aumento dei due terzi circa rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
L’aumento delle vendite – che ha raggiunto i 348 milioni di franchi (+63%) – ha interessato in modo particolare i paesi dei Balcani e del Medioriente. Principale acquirente delle armi svizzere il Pakistan, che ha speso 67 milioni di franchi per rifornire il proprio arsenale.
Un aumento davvero considerevole, anzi spettacolare, se si pensa che nel primo semestre del 2007 il paese asiatico aveva speso “solo” 900 mila franchi. Ora rappresenta, da solo, un quinto delle vendite totali.
Non va dimenticato che il governo aveva autorizzato, all’inizio di aprile, la ripresa delle vendite con Islamabad di 24 sistemi di difesa aerea. Il contratto, per un valore di 156 milioni di franchi, era stato sospeso nel novembre del 2007 a causa della situazione politica molto tesa nella repubblica islamica. Il consiglio federale ha comunque dichiarato che non autorizzerà, per ora, ulteriori esportazioni d’armi verso il Pakistan.
Le altre destinazioni privilegiate dell’industria bellica elvetica sono la Danimarca (43 milioni di franchi), il Belgio (35,1 milioni), la Gran Bretagna (25,5 milioni). Finlandia, Romania e Paesi Bassi hanno acquistato materiale bellico per somme che oscillano tra i 19 e i 23 milioni di franchi.
swissinfo e agenzie
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