CarPostal France: “in tribunale perché diamo fastidio”
(Keystone-ATS) Le vicende giudiziarie CarPostal France sono sorte poiché l’impresa “dà fastidio alla concorrenza locale”. Lo indica il direttore generale di AutoPostale Svizzera Daniel Landolf sostenendo di ritenere “molto probabile” che l’azienda vinca il processo d’appello.
Secondo il Tribunale commerciale di Lione, CarPostal France ha ottenuto aiuti pubblici illeciti di provenienza elvetica. La Posta Svizzera, visto che appartiene alla Confederazione, approfitta di sovvenzioni. Di riflesso ne beneficia anche la sua filiale francese.
Per i giudici ciò è contrario alla libera concorrenza nel trasporto pubblico prevista ai sensi dell’accordo di libero scambio del 1972. Per questo motivo l’azienda è stata condannata a pagare 10,6 milioni di euro a tre imprese concorrenti. Contro tale decisione, CarPostal France ha inoltrato ricorso in appello.
In una intervista pubblicata oggi da Le Temps, Landolf sostiene infatti che l’accordo del 1972 citato dal tribunale di Lione non concerne il trasporto di viaggiatori e pertanto “non si applica alle nostre attività in Francia”. CarPostal France rispetta tutte le leggi in vigore ed è nelle cifre nere dal 2012, ha inoltre aggiunto.
Per questi motivi “non possiamo immaginare che il nostro ricorso venga respinto. Siamo molto fiduciosi”, ha ancora affermato Landolf. “Se, contro ogni attesa, il tribunale d’appello dovesse confermare la sentenza precedente, l’ammontare spropositato dei risarcimenti sarebbe senza dubbio ricalcolato”, ha concluso il direttore generale di AutoPostale Svizzera.