CF: terrorismo e lotta alle mafie prioritarie per 2020-2023
(Keystone-ATS) La lotta al terrorismo, specie di matrice islamista, alle mafie – in particolare italiane ben radicate nel territorio – e altre forme di criminalità transnazionale sono al centro delle preoccupazioni del Consiglio federale.
Il governo ha preso atto oggi della nuova strategia del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) per il periodo 2020-2023.
Per far fronte a tale situazione, la risposta deve essere globale, multidimensionale e poggiare sulla cooperazione e lo scambio di informazioni. La risposta si basa su tre pilastri: prevenzione, cooperazione e repressione.
In merito alla criminalità organizzata, stando al rapporto del DFGP le mafie italiane rappresentano attualmente una minaccia considerevole per la Svizzera. I suoi membri sono attivi nel nostro Paese già da alcune generazioni e in diverse categorie di reato.
Si tratta di una presenza di lunga data: i legami familiari in loco e la vicinanza linguistica spiegano la possibile infiltrazione mafiosa nell’amministrazione e nell’economia che, in tale portata, è senza precedenti per un’organizzazione criminale. Le mafie italiane – sottolinea il documento – costituiscono una minaccia per le istituzioni dello Stato di diritto e la piazza finanziaria svizzera.
L’occhio vigile delle autorità di polizia elvetiche sarà puntato anche su altre organizzazioni criminali, specie di origine balcanica o proveniente dall’Europa dell’est.
In Svizzera esiste una grande diaspora dei Balcani. Negli ultimi vent’anni è quindi aumentata anche la minaccia costituita dai gruppi criminali originari dall’Europa sud-orientale che dominano il traffico di stupefacenti e la tratta di esseri umani. Si distinguono per una forte propensione alla violenza e un elevato livello di organizzazione.
La minaccia rappresentata dai gruppi criminali originari dei Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI: Russia, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan) ) è tra l’altro dovuta, secondo il rapporto, al fatto che i suoi membri hanno un forte peso economico e in parte godono di sostegno politico nei loro Paesi d’origine.
Simili categorie sono attive in categorie di reato cui la Svizzera è particolarmente esposta vista l’attrattiva della sua piazza finanziaria (riciclaggio di denaro) o che interessano direttamente la funzione dello Stato e delle sue autorità (corruzione). Oltre a ciò, la notevole importanza della piazza finanziaria elvetica “per l’élite dirigente dei Paesi della CSI comporta inoltre rischi sul piano della politica estera”.
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