Colombia: riprende il negoziato di pace fra governo ed Eln
(Keystone-ATS) Il governo colombiano e il gruppo di guerriglia dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln) hanno annunciato ieri a Caracas, in Venezuela, la ripresa a partire da novembre dei colloqui di pace sospesi da quattro anni.
La fine dell’impasse, sottolineano gli analisti, è frutto degli sforzi del governo di Gustavo Petro che, fin dal suo insediamento in agosto alla presidenza, si è impegnato a trasformare in realtà la sua proposta di “pace totale”.
La mano tesa del capo dello Stato colombiano, fra l’altro, non riguarda solo la guerriglia dell’Eln o la dissidenza delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), ma anche le bande criminali legate al narcotraffico.
Il raggiungimento di un accordo per il rilancio del negoziato è stato rivelato nel corso di una conferenza stampa nella capitale venezuelana dall’Alto commissario per la pace Ivan Danilo Rueda e dai massimi leader dell’Eln, Antonio García e Pablo Beltrán.
In un comunicato le parti hanno convenuto di “ripristinare il Tavolo di dialogo con le rispettive delegazioni”, “riesumare tutti gli accordi definitivi e provvisori raggiunti dalla firma dell’agenda bilaterale il 30 marzo 2016” e “fissare il ripristino del processo di dialogo per dopo la prima settimana di novembre 2022”.
Per l’occasione il governo colombiano e l’Eln hanno anche ringraziato per la loro gestione e il loro supporto i paesi garanti (Cuba, Norvegia e Venezuela) nonché due entità di accompagnamento “speciali”: la Missione di verifica dell’Onu e la Chiesa cattolica.
Concludendo il suo intervento, il comandante García ha sottolineato che “le nuove circostanze politiche in Colombia hanno permesso di avviare negoziati. La speranza che abbiamo ora è che ci sia un cambiamento nella politica di pace che la Colombia ha storicamente avuto, in modo da far sì che gli accordi che stiamo raggiungendo aprano anche altre opportunità”.