COMCO: intelligenza artificiale osservata speciale
L'intelligenza artificiale (IA) può rafforzare la concorrenza rendendo più efficiente il lavoro umano. D'altra parte, però, può anche comportare rischi legati alla concentrazione del settore nonché attraverso la determinazione algoritmica dei prezzi.
(Keystone-ATS) Per queste ragioni la Commissione della concorrenza (COMCO) dedica all’IA uno spazio particolare nel suo rapporto annuale, pubblicato oggi.
Secondo la COMCO, alla luce del rapido sviluppo di queste tecnologie è importante applicare il diritto sui cartelli con lungimiranza e prudenza: interventi prematuri potrebbero indebolire il potenziale di innovazione; se invece si agisse troppo tardi, potrebbero consolidarsi strutture dannose per la concorrenza. Per tutelarla, occorre seguire costantemente gli sviluppi, in collaborazione con le autorità competenti in Svizzera e all’estero, scrive la Commissione.
L’IA generativa può migliorare il lavoro umano imparando continuamente in modo autonomo, generando nuovi contenuti come testi e immagini e sostituendo attività di routine. Anche la COMCO stessa intende ricorrere all’IA, non da ultimo per comprendere meglio eventuali problematiche in materia di diritto dei cartelli.
Per i consumatori, l’intelligenza artificiale potrebbe ampliare la scelta, ad esempio individuando l’offerta più adatta. D’altra parte, però, l’IA potrebbe anche essere utilizzata per isolare in modo mirato alcuni mercati, bloccando l’accesso alle tecnologie.
Per quanto riguarda i modelli di base, la COMCO nota che tendevano a una forte concentrazione, poiché richiedevano conoscenze specialistiche e una notevole potenza di calcolo. Attualmente, l’evoluzione del mercato appare però aperta e dinamica, si legge nel rapporto. Sono disponibili molti modelli come GPT, Gemini e Claude, e ne continuano a nascere di nuovi.
Secondo la COMCO, il fatto che l’intelligenza artificiale possa influire sulla fissazione dei prezzi tramite algoritmi comporta rischi. Sebbene l’IA possa aprire nuove strade innovative, proprio attraverso l’apprendimento autonomo potrebbe contribuire a intese illecite. È ipotizzabile che gli algoritmi di intelligenza artificiale adeguino autonomamente i prezzi gli uni agli altri. Ciò comporterebbe tariffe più elevate di quelle che ci si aspetterebbe in un contesto concorrenziale. Qualora vi fossero indizi in tal senso, la commissione promette di intervenire.