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sala consiglio nazionale

Care lettrici e cari lettori,

il 24 ottobre 2027, il popolo svizzero è chiamato a rinnovare le Camere federali.

A poco più di un anno dalle elezioni emerge anche in Svizzera una tendenza già osservabile altrove: i due poli dello spettro politico guadagnano consensi, mentre i partiti storici di centro-destra perdono terreno. In particolare, l'UDC consolida la propria posizione di forza politica dominante del Paese.

Vi auguro una buona lettura e un piacevole fine settimana! 

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Il presidente dell’UDC Svizzera, Marcel Dettling, durante un discorso tenuto all’assemblea dei delegati del partito il 22 agosto 2026 a Baar. L’UDC è nettamente in testa con quasi il 30% delle intenzioni di voto nel barometro elettorale di ottobre 2026. Keystone / Urs Flueeler

Tra un anno le persone aventi diritto di voto saranno chiamate a rinnovare il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati. Se si votasse oggi, la grande vincitrice sarebbe l’UDC.

È quanto emerge dal Barometro elettorale SSR pubblicato oggi. Con il 29,9% delle intenzioni di voto, l’Unione democratica di centro supererebbe persino il proprio record del 2015 (29,4%). In crescita anche il Partito socialista (19,3%) e i Verdi (10,3%). Mentre i due poli dello spettro politico si rafforzano, i due partiti storici di centro-destra perdono terreno: Il Centro raggiunge il 12,6% e il Partito liberale radicale il 13,3%. Per quest’ultimo si tratterebbe del peggior risultato della sua storia nelle elezioni del Consiglio nazionale.

Oltre alle preferenze di partito, l’istituto Sotomo ha individuato anche le principali sfide politiche percepite dalle persone intervistate. Le questioni considerate più urgenti sono i premi delle casse malati e il cambiamento climatico. Mentre le persone intervistate valutano la crisi climatica con un grado di urgenza variabile a seconda del partito, la preoccupazione per i costi della cassa malati sembra accomunare l’elettorato al di là delle appartenenze partitiche.

In politica estera, la popolazione guarda con spirito critico al comportamento di Berna nei confronti degli Stati Uniti. Secondo oltre l’80% delle persone intervistate, il Consiglio federale mantiene un atteggiamento troppo amichevole verso Washington. Anche la posizione ufficiale della Svizzera nei confronti di Israele è giudicata troppo favorevole da quasi tre quarti del campione.

Tra i membri del Governo, nell’ultimo anno ha guadagnato terreno il ministro dell’economia Guy Parmelin. Se un anno fa solo il 17% delle persone intervistate lo considerava tra i consiglieri federali più influenti, oggi la quota è salita al 42%. Parmelin conquista inoltre per la prima volta il primo posto nella classifica di gradimento tra i membri dell’Esecutivo.

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La Ruag assemblerà tre caccia F-35A a Emmen. Copyright 2026 Lockheed Martin Corporation/Keystone/Chris Hanoch

Il caccia F-35 torna a fare notizia. Il gruppo svizzero dell’armamento Ruag assemblerà e testerà a Emmen non quattro velivoli come previsto inizialmente, bensì soltanto tre F-35. Nonostante ciò, l’azienda continua a considerare il progetto di punta “Rigi” come strategicamente essenziale.

Secondo la Ruag, la riduzione da quattro a tre velivoli è il risultato di una valutazione costi-benefici. “La diminuzione del numero di aerei non incide sul raggiungimento degli obiettivi relativi al trasferimento tecnologico e all’acquisizione di competenze”, sottolinea l’azienda.

Proprio questo sviluppo di competenze specialistiche costituisce uno degli obiettivi centrali del progetto “Rigi”. La Ruag punta infatti a diventare uno dei soli due centri europei per l’assemblaggio finale e il collaudo degli F-35.

Oltre agli aerei destinati alla Svizzera, l’azienda vorrebbe occuparsi anche della manutenzione e delle riparazioni dei velivoli acquistati da altri Paesi europei. “La reale portata di questo mercato dipenderà però da come la Svizzera interpreterà la propria neutralità”, osserva il Tages-Anzeiger. Gli Stati europei che temono una possibile aggressione russa potrebbero infatti esigere garanzie sulla disponibilità di Ruag a mantenere operativi i loro jet anche in caso di guerra. L’azienda precisa che la priorità resterà il supporto alla Forza aerea svizzera.

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Il numero dei rapimenti internazionali di minori è in aumento. Keystone / Christian Beutler

È l’incubo di ogni genitore: una madre o un padre che porta il figlio comune in un altro Paese. E il numero dei rapimenti internazionali di minori è in crescita.

Secondo i giornali del gruppo CH Media, nel 2025 in Svizzera sono stati registrati circa 110 casi di minori sottratti da uno dei genitori. Gli esperti ritengono tuttavia che vi sia un numero sommerso di casi non denunciati. Con l’aumento dei rapimenti cresce anche la preoccupazione. Lo dimostrano i dati del sistema federale di ricerca Ripol: lo scorso anno 734 minori sono stati iscritti preventivamente nelle segnalazioni, un nuovo record. Lo scopo è impedire che lascino il territorio svizzero.

Ma perché questi casi sono in aumento? Le coppie binazionali sono sempre più numerose e, come osserva CH Media, presentano un rischio maggiore di sottrazione internazionale di minori. Le motivazioni restano tuttavia molteplici: isolamento sociale, desiderio di rientrare nel Paese d’origine, controversie legate all’affidamento o ai tempi di cura dei figli, fuga da relazioni segnate da conflitti e violenze, oppure desiderio di vendetta.

A pagarne il prezzo sono sempre i bambini. “Il rischio di sviluppare in seguito disturbi dell’attaccamento, problemi di concentrazione o difficoltà psicologiche aumenta in modo significativo”, spiega Anna Land, assistente sociale e mediatrice del Servizio sociale internazionale, che assiste i genitori coinvolti, aiuta a localizzare i minori e favorisce la mediazione tra le parti.

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Anche per costruire una turbina eolica è necessaria un’autorizzazione (immagine simbolica). Keystone / Christian Beutler

Chi costruisce ha bisogno di un’autorizzazione. In Svizzera è una regola ben nota, o almeno dovrebbe esserlo. Non di rado, infatti, la mancanza di un permesso edilizio porta alla demolizione delle opere realizzate, che si tratti di una turbina eolica privata o di una scuderia per cavalli.

Il Blick ha raccolto una serie di casi che mostrano quanto possa costare costruire senza seguire le procedure previste. Tra questi c’è quello di un agricoltore di Appenzello Interno che, desideroso di raggiungere l’autosufficienza energetica, ha assemblato una nuova turbina eolica utilizzando due impianti dismessi, realizzando una struttura alta quasi 30 metri. L’impianto è operativo, ma il permesso manca. L’uomo intende presentare la domanda a posteriori e spera nella comprensione delle autorità.

Ancora più datata è la vicenda di una scuderia per pony nel Canton Berna. Lo spostamento della struttura era stato approvato verbalmente circa vent’anni fa dall’allora responsabile edilizio comunale, ma non esiste alcuna autorizzazione scritta. Oggi la scuderia dovrebbe essere rimossa, ma il proprietario si oppone.

Tornando nella Svizzera orientale, una coppia ha trasformato l’ex residenza di campagna dell’attrice Lilli Palmer in un castello di lusso, prendendosi qualche libertà con le dimensioni autorizzate. Nel 2008 il Tribunale amministrativo sangallese ha stabilito che parti sostanziali della villa e delle sue pertinenze erano state realizzate illegalmente. La coppia ha dovuto così demolire alcune strutture e presentare una domanda edilizia a posteriori.

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